6.0
- Band: INVIDIA
- Durata: 00.42.12
- Disponibile dal: 31/03/2017
- Etichetta:
- SPV Records
- Distributore: Audioglobe
Gli Invidia sono nati un paio d’anni fa, quando il bassista degli In This Moment Travis Johnson (quello che sembra uscito da “Legacy Of Kain” per la prima Playstation) si è dato virtualmente il cinque con l’ex bassista dei Five Finger Death Punch Matt Snell (quello con la cresta e il barbone). Nel momento in cui i due hanno cominciato a lavorare sulla musica sono arrivati anche Brian Jackson e Marcos Medina Rivera dagli storici groove metaller Skinlab, e a completare la formazione Darren Badorine dei Six Ounce Gloves. Parlare di ‘supergruppo’ vuol dire donar loro uno spessore che non hanno mai realmente raggiunto, diremo dunque che questi professionisti incartano un debutto formalmente scintillante: si tratta di un ‘American Metal’ che non cade troppo lontano da ITM e 5FDP e che guarda con grande attenzione all’operato degli Hellyeah. In molti scarteranno il prodotto solo per l’estetica di questi quarantenni al debutto ma, considerata la bandiera e il target tra gara di monster truck e Gathering Of The Juggalos, si può anche chiudere un occhio. Il problema più grande è che la raccolta, ben lucidata dall’esperto Logan Mader dietro alla console, si rivela abbastanza presto ruffiana, sempliciotta e bidimensionale. Non basta affiancare un riff ‘chugga-chugga’ ad un ritornello da arena per replicare la formula dei Death Punch (“Marching Dead”) e nemmeno inseguire le linee vocali di Chad Grey per risultare credibili come gli Hellyeah (“Now Or Never” o “Feed The Fire”). Quando si riesumano i sinth degli Static-X per fare una cafonata à la Drowning Pool però bisognerebbe almeno evitare di scippare il titolo, o di ripetere il titolo della canzone quaranta volte in tre minuti (“Step Up”). Sia chiaro: i musicisti qui dentro sanno quello che fanno e si sente, ma il livello delle composizioni, portato sempre volontariamente al minimo comun denominatore, a parere di chi scrive è quasi irritante.
