ION DISSONANCE – Cast the First Stone

Pubblicato il 21/11/2016 da
voto
7.0
  • Band: ION DISSONANCE
  • Durata: 00:36:00
  • Disponibile dal: 11/18/2016
  • Etichetta: Good Fight Music
  • Distributore:

Il ritorno sulle scene degli Ion Dissonance – a ben sei anni dalla pubblicazione dell’ultimo “Cursed” – avviene curiosamente nella stessa stagione dei comeback di Meshuggah e The Dillinger Escape Plan, pesi massimi che da sempre rappresentano le due principali influenze del gruppo canadese. Nel lungo lasso di tempo trascorso lontano dai cosiddetti riflettori i ragazzi di Montreal non sono affatto cambiati e “Cast the First Stone” è qui a dimostrarcelo; il sound è sostanzialmente quello di sempre e i paragoni con i suddetti mentori sono di conseguenza nuovamente dietro l’angolo. Come già più volte rimarcato in passato, gli Ion Dissonance crescendo hanno perso molto di quel brio e di quella spontaneità che caratterizzavano i loro esordi. Una volta inciso il folle debut album “Breathing is Irrelevant”, la band si è dedicata a sonorità più lente e compassate, cercando stranamente di avvicinarsi con maggiore costanza ai modelli di riferimento (Meshuggah in particolare) tanto da dare a volte l’impressione di volerli sfidare sul loro stesso campo. “Cast…” insomma non regala grandi sorprese: il quintetto procede con un rimpasto delle formule care ai suoi ultimi dischi, optando per un suono molto groovy che presenta solo qualche accenno al frenetico mathcore/deathcore degli inizi. Ci si muove per atmosfere cupe e riff tortuosi e anche quando si accelera (vedi “The Truth Will Set You Free”) di rado ci si trova al cospetto di cambi di registro inaspettati. Ormai da tempo gli Ion Dissonance preferiscono l’uniformità alla stravaganza e questa nuova opera è l’ennesimo esempio di tale politica. Un approccio che nell’ultimo decennio ha portato ad una serie di album indubbiamente dignitosi, nella quale “Cast…” non rappresenta affatto un capitolo negativo; grazie in primis ad episodi come “Burdens” e “(D.A.B.D.A.) State Of Discomposure”, il disco difatti si lascia ascoltare volentieri. La tracklist ha tiro, volume e non si dilunga troppo. Ciò nonostante, ancora una volta è difficile ignorare come il quintetto non possieda più quella personalità che si era costruito con le sue primissime uscite. Evidentemente gli Ion Dissonance hanno più a cuore un “Nothing” o un “Catch 33” piuttosto che il materiale dei loro esordi e il songwriting finisce inevitabilmente per rispecchiare questa curiosa attitudine incentrata più sull’omaggio che sull’inventiva e l’emotività. Senz’altro serve un po’ di talento per rivisitare certi stilemi dei maestri svedesi come fanno questi ragazzi, tuttavia, pur riconoscendolo, davanti agli Ion Dissonance di oggi e alla loro versione più giovane e spericolata, noi preferiremo sempre la seconda.

TRACKLIST

  1. Burdens
  2. The Truth Will Set You Free
  3. To Expiate
  4. To Lift The Dead Hand Of The Past
  5. Untitled Ii
  6. Suffering: The Art Of Letting Go
  7. Ill Will
  8. (D.A.B.D.A.) State Of Discomposure
  9. Treading On Thin Ice
  10. Virtue
  11. Perpetually Doomed: The Sisyphean Task
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