IRON ANGEL – Hellbound

Pubblicato il 08/05/2018 da
voto
7.5
  • Band: IRON ANGEL
  • Durata: 00:47:12
  • Disponibile dal: 04/05/2018
  • Etichetta: Mighty Music
  • Distributore: Audioglobe

E’ risaputo che, grazie all’avvento di internet e dei nuovi sistemi che hanno facilitato l’ascolto e la fruizione della musica, molte band che avevano chiuso i battenti dopo una carriera magari brillante dal punto di vista qualitativo, ma non altrettanto gratificante da quello economico, hanno deciso di tornare in attività dopo aver notato che i loro album, divenuti col tempo dei veri e propri gioielli di culto, avevano ricominciato ad attirare l’attenzione di numerosi ascoltatori più o meno giovani e vogliosi di esplorare un po’ il sottobosco dell’heavy metal dagli anni ’80 a oggi. La reunion dei teutonici Iron Angel avvenuta ben tre anni fa si basa proprio sul concetto analizzato poco fa, e se si pensa a quel “Hellish Crossfire” datato 1985 risulta alquanto comprensibile che molti metallari affezionati alle sonorità old-school abbiano fatto i salti di gioia al pensiero di poter avere nuovamente a che fare con la band che più di tutte è stata in grado di definire i canoni dello speed metal europeo. In effetti, se si utilizza il termine speed, generalmente si pensa ai vari Exciter, Agent Steel e band affini provenienti da oltreoceano, ma è innegabile che anche noi europei abbiamo avuto il nostro bel da dire in merito, anche e soprattutto grazie al sopracitato album degli Iron Angel, il cui seguito “Winds of War” non deluse le aspettative proponendo però una formula più orecchiabile e forse leggermente meno incisiva. Oggi, a più di trent’anni di distanza, i Nostri ripropongono tutti gli elementi che i cultori hanno imparato ad amare col loro terzo album “Hellbound”, il quale sin dai primi minuti della opener “Writing’s On The Wall” trasuda potenza e carattere speed metal di matrice tipicamente anni ’80 da ogni singola nota, con un comparto ritmico accostabile alla cadenza di sparo di un mitragliatore e non moltissimi momenti di pausa tra una sezione spaccacollo e l’altra, dove comunque non manca anche un utilizzo azzeccato della melodia e di un guitar work musicale e ben valorizzato, il tutto enfatizzato dalla voce folle di quell’animale da palco che è Dirk Schroder, che purtroppo è anche l’unico membro originale attivo nella formazione – cosa che potrebbe far storcere non poco il naso a chi ritiene che un solo membro non valga il nome della band. Le varie “Judgement Day”, “Carnivore Flashmob”, “Deliverance in Black” e quant’altro sono delle vere e proprie fucilate, mentre invece la orecchiabile “Waiting for a Miracle” spezza la monotonia e la violenza grazie a una struttura ritmica più lenta, prima di esplodere nuovamente con la attesa titletrack e la successiva e arrabbiatissima “Purist Of Sin”. L’album si conclude con la autoreferenziale “Ministry Of Metal”, dalla quale appare chiaro che questi cinque signori sono ancora assolutamente affezionati alla musica cui hanno scelto nuovamente di dedicarsi a tanti anni di distanza, e dopo aver proposto un album così ricco di grinta e passione non ci riesce difficile dargli credito. Qualcuno dirà che non è niente di originale e che è sempre il solito disco di classic metal un po’ tirato, il che risulta alquanto superfluo considerando che non stiamo parlando di una band da cui ci aspettiamo la ricercatezza, ma solo del sano e fottuto speed metal fatto come Dio comanda e in grado di farci andare a fuoco i muscoli del collo e delle spalle in caso di moshpit, e da quel punto di vista l’album è sicuramente da annoverare tra le uscite più ficcanti dell’anno. Qualcun altro invece riterrà insormontabile l’ostacolo rappresentato dalla sola presenza del sopracitato Dirk in veste di membro originale; dal nostro punto di vista, qui c’è solo da dare un sonoro bentornato a lui e alla sua rinnovata band granitica.

TRACKLIST

  1. Writing’s On The Wall
  2. Judgement Day
  3. Hell And Back
  4. Carnivore Flashmob
  5. Blood And Leather
  6. Deliverance In Black
  7. Waiting For A Miracle
  8. Hellbound
  9. Purist Of Sin
  10. Ministry Of Metal
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