6.0
- Band: IRON FIRE
- Durata: 00:57:43
- Disponibile dal: 29/09/2010
- Etichetta:
- Napalm Records
- Distributore: Audioglobe
Non sono sati sufficienti quindici anni di carriera e sei album in studio – partendo da "Thunderstorm" nel 2000 e arrivando al presente "Metalmorphosized" – agli Iron Fire per produrre il loro capolavoro, escludendo l’interessante, per chi scrive, "On The Edge" del 2001. Anche questa volta il gruppo del cantante Martin Steene, unico membro fisso dal 1995, confeziona un disco di heavy e power metal solo per i defender più oltranzisti che soffre, come tradizone impone, dei soliti alti e bassi. L’inizio è affidato alla devastante "Reborn To Darkness" caratterizzata da vocals aggressive al limite del growl, seguita a ruota da "Nightmare", avvalorata da un buon chorus. Con la successiva, anonima "Still Alive", prendiamo nota del primo brano sottotono dell’album, una costante che si ripeterà, come abbiamo già anticipato all’inizio, per tutta la durata del lavoro. Il livello di attenzione si rialza con la coppia "Back In The Pit" e "The Underwolrd", quest’ultima pregna di atmosfere quasi black, per riabbassarsi con l’inutile ballad "Crossroad" cui neanche la presenza di una voce femminile riesce a dare un senso. Fin qui l’impressione è che gli Iron Fire suonino indubbiamente bene, ma senza riuscire a consegnare ai posteri brani davvero memorabili, nemmeno con le restanti canzoni del lavoro. L’ultimo maldestro tentativo viene fatto con la conclusiva suite "The Phantom Symphony", in cui la band cerca di stupire infarcendo la canzone con i più disparati ingredienti come chorus, orchestrazioni ridondanti e voci femminili, facendolo in realtà senza molto criterio. Consci del fatto che la band danese non inciderà mai la sua magna opera, non ci resta che valutare "Metalmorphosized" come un onesto album ben suonato e ben prodotto, privo di reali picchi qualitativi, ma che nel suo insieme si lascia ascoltare senza grosse pretese.
