5.0
- Band: IRON LAMB
- Durata: 00:32:07
- Disponibile dal: 09/09/2011
- Etichetta:
- Pulverised Records
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Stanchi di band che cercano di rinverdire malamente i feeling metal degli anni ’80, delle meretrici che animano il punk-rock e di tutti quei personaggi che mettono l’immagine davanti la loro musica, gli Iron Lamb sono sorti per salvarci dal sicuro inferno musicale degli anni a venire. Questo almeno è quanto dicono gli autoproclamatisi bastardi nati con l’intenzione di scimmiottare i primi Motorhead e G.G. Allin. Questa nuova band svedese, formata da membri dell’underground impegnati nei General Surgery (Johan Wallin), Dismember (Thomas Daun) e Dellamorte (Daniel Ekeroth, l’autore del libro sul death metal svedese), ha scelto “The Original Sin” come titolo del debutto. L’originalità, vien da sé, non esiste. E il nome della band ne è, ad esempio, un indizio inconfutabile. Abbandonando la prosaica descrizione che il gruppo ha fatto di sé, possiamo tranquillamente affermare che gli Iron Lamb sono una band da pub del posto, l’ennesimo sfogatoio di gente che è abituata ad avere il grugno sul palco suonando il metallo della morte di fronte a fan esaltati, prettamente maschi. Suonare nei locali più alla moda di Stoccolma invece, forti di una proposta musicale più accessibile, carica di melodia fin dalle parti vocali e generalmente riassumibile in un simil-clone dei Turbonegro, è la cosa a cui puntano gli Iron Lamb, parimenti al procacciamento femminile. Le canzoni sono canzoncine o canzonette, come preferite, con tanto di cori vezzeggiativi come neanche la musica popolare italiana riesce a fare. I suoni sono ovviamente buoni e le ritmiche sono perlopiù punk. Ovviamente molti riff sono copiati ma questo poco importa. Quel che importa è: perché dovremmo ascoltare gli Iron Lamb? Se ci piace questo genere di musica meglio ascoltare gli originali, ovvero i Turbonegro, o i Motorhead, a seconda del brano, no?
