IRON MASK – Diabolica

Pubblicato il 27/09/2016 da
voto
6.5
  • Band: IRON MASK
  • Durata: 01:15:47
  • Disponibile dal: 09/30/2016
  • Etichetta: AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

Se c’è un pregio che dobbiamo riconoscere agli Iron Mask, questo è la coerenza. Testardo come un mulo col paraocchi, il mastermind Duschan Petrossi guida la propria barca a timone fisso, incurante di correnti a favore o contrarie e, ci viene da dire, incurante anche dell’equipaggio che naviga con lui. Anche a questo giro infatti il virtuoso chitarrista belga cambia nuovamente cantante (mica un ruolo qualsiasi!), sostituendo l’ottimo Boals col meno ottimo – ma comunque bravo – Diego Valdez, vocalist proveniente dalla power band portoghese Attick Demons. Cambia dunque nuovamente il volto dietro al microfono (e sono quattro vocalist in cinque dischi) non cambia però la sostanza poichè nonostante i differenti tipi di voce alternatisi, la musica proposta dagli Iron Mask non si è mai mossa invece nemmeno di un millimetro. Heavy melodico dalle forti tinte neoclassiche è in definitiva quanto troviamo nella dozzina di tracce contenute in questo nuovo “Diabolica”, dodici canzoni che bene o male condividono pregi e difetti di quelle contenute su “Black As Death” del 2011 o sul più scialbo “Son Of Winterdoom” di tre anni fa, con poche o quasi nessuna variazione stilistica di nota. Sono però carine queste nuove canzoni, dobbiamo dire. Rispetto al già citato album del 2013 infatti il passo avanti è netto: non troviamo qui passaggi di scarso interesse o veramente a vuoto come accadeva su quel disco. Su ‘Diabolica’, in linea generale, si può dire che ogni pezzo rimanga sempre piacevole ed ascoltabile, sia che quando si parla di brani veloci e dritti al punto come l’opener “I Don’t Forget, I Don’t Forgive” che quando si pensa a quelli più lunghi ed elaborati come l’interessante “Oliver Twist” o la conclusiva “Cursed In The Devil’s Mill”. Con quasi tutte le canzoni tematicamente appoggiate sulla figura del Diavolo e sui vari e innumerevoli contatti dell’essere umano con questa figura, l’album si mantiene generalmente solido e coerente, narrandoci storie prese ora dalla letteratura colta (“Doctor Faust”), ora da tradizioni religiose (“Ararat”) o anche completamente inventate, risultando interessante anche sotto questo aspetto. Di pezzi degni di nota stavolta ce ne sono: la già citata “Doctor Faust” colpisce grazie a un ritornello urgente e molto funzionale, “Galileo” accompagna cori e bridge con degli interessanti fraseggi di Petrossi, mentre la finale “Cursed In The Devil’s Mill” stupisce anche per la varietà della sua struttura. Insomma, a parte pochi passaggi meno interessanti come la evitabile “March 666”, troppo scopiazzata dal trend dei Sabaton, l’album si mantiene su buoni livelli, surclassando lo scialbo predecessore e andando invece a posizionarsi vicino al valido “Black As Death”.

TRACKLIST

  1. I Don't Forget I Don't Forgive
  2. Doctor Faust
  3. Galileo
  4. Oliver Twist
  5. March 666
  6. All For Metal
  7. The Rebellion Of Lucifer
  8. Diabolica
  9. The First And The Last
  10. Ararat
  11. Flying Fortress
  12. Cursed In The Devil's Mill
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