IRON MASK – Master Of Masters

Pubblicato il 09/12/2020 da
voto
6.5
  • Band: IRON MASK
  • Durata: 01:00:57
  • Disponibile dal: 04/12/2020
  • Etichetta:
  • AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

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Con perfetta alternanza, dopo aver pubblicato l’anno scorso un nuovo album con i Magic Kingdom, adesso Dushan Petrossi torna con gli Iron Mask, a quattro anni di distanza dal precedente “Diabolica”, ma ancora una volta con un nuovo cantante: il ruolo dietro ai microfoni, infatti, è ricoperto da Mike Slembrouck, presentato come un fan di vecchia data della band e all’opera precedentemente con un paio di gruppi belga come After All e Immanent Distance.
Al di là di questi cambiamenti, cosa aspettarsi dagli Iron Mask è abbastanza prevedibile: Petrossi, da convinto malmsteeniano, è solito infatti proporre un power neoclassico, dove comunque il suo chitarrismo, per quanto fortemente presente, non è preponderante e non sovrasta il resto della band, cercando di ottenere sempre un equilibrio tra i suoi sfoghi virtuosistici e la struttura delle canzoni. Il risultato è dunque caratterizzato da brani costruiti attorno alla sua sei corde, con una sezione ritmica composta dal fido Vassili Moltchanov e dal batterista Ramy Ali, che riesce a essere potente o tecnica a seconda delle esigenze, con una certa cura per le linee vocali e le melodie. La tracklist spazia fondamentalmente tra brani fortemente influenzati dai Rhapsody Of Fire (ad esempio “Nothing Lasts Forever” o “Dance With The Beast”), con il cantante che tradisce in questi casi pure una certa emulazione per Fabio Lione, rispetto ad altri più marcatamente malmsteeniani oppure ispirati ai Rainbow (“Wild And Lethal”, “Mist Of Loch Ness”) o, ancora più tendenti all’heavy classico. Tra gli episodi meglio riusciti potremmo annoverare la titletrack, la raffinata “Revolution Rise”, nonchè le (già citate e) maestose “Mist Of Loch Ness” e “Nothing Lasts Forever” (quest’ultima lunga addirittura nove minuti); ci hanno convinti decisamente meno, invece, i brani più marcatamente melodici, quali la ballata “A Mother Loved Blue” e, in parte, “One Against All” (a nostro avviso un po’ tirata per le lunghe, finisce per stancare nel finale). Anche qualche ritornello non azzeccatissimo penalizza a nostro avviso qualche traccia che non sarebbe poi niente male, come l’opener “Never Kiss The Ring” o “Wild And Lethal”. Infine, riteniamo di dover fare un ulteriore appunto sul suono delle chitarre, che paradossalmente dovrebbe essere uno dei punti di forza del disco, ma che talvolta presenta invece un effetto un po’ ‘zanzaroso’.
In conclusione, possiamo dire che, anche in questo caso, gli Iron Mask propongono un disco sulla scia delle loro precedenti produzioni, sicuramente gradevole e con diverse buone canzoni, che può essere apprezzato, purchè consapevoli di quelli che sono i suoi pregi e difetti.

TRACKLIST

  1. Never Kiss The Ring
  2. Tree Of The World
  3. Revolution Rise
  4. One Against All
  5. Nothing Lasts Forever
  6. Dance With The Beast
  7. Wild And Lethal
  8. Mist Of Loch Ness
  9. My One And Only
  10. A Mother Loved Blue
  11. Sagittarius A
  12. Master Of Masters
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