IRON REAGAN – Demonetization

Pubblicato il 27/06/2026 da
voto
6.5
  • Band: IRON REAGAN
  • Durata: 00:10:18
  • Disponibile dal: 12/06/2026
  • Etichetta:
  • Relapse Records

Sei pezzi per ben dieci minuti di musica: ecco la proposta del nuovo EP degli Iron Reagan, “Demonetization”, come da vera tradizione hardcore.
Lo chiariamo subito, non c’è molto da dire: se si conosce la produzione della band e in generale il tipo di crossover proposto, si può facilmente intuire la portata di violenza e aggressività all’interno di questi sei brani. Per chi invece non ha nessun campanello che risuoni al nome Iron Reagan, stiamo praticamente parlando di un’incarnazione parziale (soprattutto in termini di line-up, attualmente, nelle figure del cantante Tony Foresta e del chitarrista Landphil Hall) dei thrasher americani Municipal Waste (che pure incorporano all’interno del proprio sound elementi hardcore), qui in versione estremizzata, richiamando numi tutelari quali Nuclear Assault. D.R.I, S.O.D. e via dicendo.

Il risultato è una mistura di thrash metal, punk e hardcore che, a seconda dei gusti, potrete trovare irresistibile o risibile. Noi propendiamo per la prima ipotesi, in quanto riteniamo la proposta un puro godimento per le nostre stanche ossa: dall’assalto frontale della title-track, che non arriva al minuto, alla ‘rallentata’ – si fa per dire – “God Don’t Like It”, la quale assomiglia ad un predicamento a suon di sberle comminate dall’elegante voce di Tony Foresta, si passa poi alla punkeggiante “Make It Ugly”, brano con delle accelerate sferzanti e il classico ritornello da urlare tutti assieme, non senza un bell’assolo suonato a metà brano, con una trasformazione interna in puro thrash ottantiano.
“Hood Ornament” torna all’assalto classico del genere, e anche se non ci ha fatto impazzire riusciamo a immaginare il carnaio di sudore e lividi che genererà dal vivo. “Parts Unknown” torna in ambito più strettamente metal punk, con un riff portante tanto ignorante quanto efficace, e un breakdown spaccacollo. Chiude “Turning Green”, la cui partenza con un arrembante riff ricorda le migliori sortite anni Ottanta e un saliscendi di accelerazioni e ridimensionamenti, tutto condito da un tiro che non accenna a diminuire, tra un assolo aspro e un’ottima tenuta in termini di tensione.

Insomma, niente di nuovo sotto il sole cocente, eppure questo EP testimonia che gli Iron Reagan sono vivi e vegeti e incazzati come non mai, e sicuramente si pone come un piccolo, gustoso spuntino in attesa di un album più corposo.
Da segnalare come “Demonetization” sia disponibile in streaming, mentre la versione fisica uscirà a settembre: acquisto consigliato (anche in virtù della breve durata) forse solo ai die hard fan ma, essendo un lavoro così corto, per quanto gradevole, il voto riflette la natura della proposta.

TRACKLIST

  1. Demonetization
  2. God Don't Like It
  3. Make It Ugly
  4. Hood Ornament
  5. Parts Unknown
  6. Turning Green
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