6.5
- Band: IRON SAVIOR
- Durata: 01:23:29
- Disponibile dal: 22/08/2025
- Etichetta:
- Perception
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Trent’anni di carriera per gli Iron Savior, che soffiano fieri sulle candeline della loro torta di tradizione teutonica, pubblicando una racconta intitolata “Reforged – Machine World”.
La band originaria di Amburgo chiude il cerchio delle “Reforged Series” con la terza release contenente brani ri-registrati provenienti dall’era della Noise Records, etichetta con la quale il gruppo ha collaborato per molti anni, fino al 2004 con la pubblicazione di “Battering Ram”, sesto disco in studio.
Insomma, per motivi anche validi, visto che a quanto pare i primi album sono diventati ormai difficili da reperire, il leader, songwriter e pilastro del power metal tedesco Piet Sielk ha deciso che l’unico modo di rendere disponibile il vecchio catalogo fosse quello di risuonare tutto da capo. La produzione, a cura dello stesso Piet nei suoi Powerhouse Studio, dona certamente una maggiore potenza e pesantezza alle composizioni, riviste quindi in una versione più moderna che si avvicina molto alle ultime produzione del gruppo (ad esempio del più recente e certamente riuscito “Firestar” del 2023).
Il lavoro, svolto in fase di registrazione, si percepisce in maniera evidente ad esempio con la lenta “Break It Up”, che presenta una maggiore profondità rispetto alla versione originale, oppure con “Forevermore”, altra traccia più controllata, che qui mostra orchestrazioni sfavillanti e un suono decisamente più limpido. Questa impressione, nel complesso, si fa dunque largo nei brani più possenti, i quali in questa veste rinnovata finiscono per suonare ancora più massicci.
Non è affatto semplice valutare un’uscita discografica come questa: in primis perchè, trattandosi comunque di pezzi che molti già possiedono, pare soltanto pensata per i seguaci più indissolubili della band tedesca o per chi vuole avvicinarsi al suo impatto sonoro deciso e diretto per la prima volta; poi per il fatto che molti degli inni e delle canzoni migliori provenienti da quell’era sono già state collocate nei due precedenti capitoli di questa operazione di recupero. Inoltre, ci si trova di fronte ad un lavoro imponente, composto da sedici pezzi per un’ora e ventitre minuti complessivi: una durata che per questo tipo di sonorità – compatte e dirette, ma che ammettono poche variazioni – risulta un po’ pesante, con il rischio di arrivare verso la fine della tracklist con l’orecchio appesantito.
Detto questo, pezzi come “Time Will Tell”, con le sue bordate metalliche in pieno stile teutonico, l’incedere prepotente di “Eye Of The World”, con il suo riff trita-ossa, e “Stonecold”, anthem di assoluto livello, mostrano un impatto notevole, esaltando il classico spirito degli Iron Savior.
“Reforged – Machine World” è insomma un omaggio alle radici della band che può anche essere visto come un’interessante parentesi in attesa di nuovo materiale inedito che ci attendiamo a breve. Perchè la vena creativa e la passione per l’heavy metal di Piet Sielk sono ancora ben vive!
