IRON VOID – Excalibur

Pubblicato il 29/10/2018 da
voto
7.0
  • Band: IRON VOID
  • Durata: 00:47:04
  • Disponibile dal: 26/10/2018
  • Etichetta: Shadow Kingdom Records
  • Distributore: Audioglobe

Gli inglesi Iron Void sono una formazione che pesca a piene mani dalla tradizione e, per il loro terzo album, sublimano questa loro attitudine in più di un modo. Da una parte l’aspetto musicale, che richiama nella maniera più pura il doom classico di Black Sabbath, Saint Vitus e Pentagram, declinato con quell’aura epica cara ai Candlemass. Dall’altra la componente narrativa, che mette in musica una delle storie universalmente più note dell’intera letteratura, il Ciclo Arturiano. “Excalibur”, così come l’omonima pellicola di John Boorman del 1981, racconta numerosi episodi della celebre saga, dall’inganno di Uther Pendragon che porta al concepimento di Artù, fino alla sua morte e al viaggio verso la magica isola di Avalon.
La formazione inglese mette in musica la storia del monarca e della sua corte con misura e rispetto, lavorando su uno stile lineare, che favorisce il riffing pesante e cupo del doom. Se altri generi più barocchi e infiorettati sembrano adatti alla trasposizione in musica di universi fantasy più colorati e fiabeschi, lo stile degli Iron Void si sposa bene con una storia cruda, fatta di tradimenti, uccisioni, battaglie cruente e magia oscura. Le canzoni di “Excalibur” accompagnano la narrazione, ora giocando su ritmi cadenzati e possenti (“Dragon’s Breath”, “The Grail Quest”), ora spingendo su un incedere più guerresco ed epico (“The Coming Of A King”), fino ad arrivare a momenti più drammatici e lirici (“The Death Of Arthur” ed il mesto canto d’addio di “Avalon”). Diventa quasi superfluo sottolineare come un’uscita così smaccatamente retrò non cerchi minimamente di snaturare la sua natura incontaminata: gli Iron Void portano avanti fieramente un discorso musicale che si è cristallizzato e vive ormai in un eterno passato, come le leggende che compongono la sua narrazione.
Un lavoro non imprescindibile ma solido, dunque, che certamente può trovare terreno fertile negli amanti della tradizione, pur allineandosi su coordinate già ampiamente battute in passato.

TRACKLIST

  1. Dragon's Breath
  2. The Coming Of A King
  3. Lancelot Of The Lake
  4. Forbidden Love
  5. Enemy Within
  6. The Grail Quest
  7. A Dream To Some, A Nightmare To Others The Death Of Arthur
  8. Avalon
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