IRON VOID – IV

Pubblicato il 20/01/2023 da
voto
6.0
  • Band: IRON VOID
  • Durata: 00:44:43
  • Disponibile dal: 27/01/2023
  • Etichetta:
  • Shadow Kingdom Records

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Alcune scelte dicono tanto di una band, ancora prima di aver ascoltato una sola nota.
Se ad esempio una formazione inglese, che suona un doom molto classico dalle nette influenze anni Settanta, decide di intitolare il proprio quarto disco (non il terzo o il quinto, proprio il quarto) con un semplice numero, come si fa a non pensare subito ad un debito enorme nei confronti di una certa formazione di Birmingham? Avevamo fatto la conoscenza degli Iron Void nel 2018, all’epoca del loro terzo album, “Excalibur”, e ci erano parsi una realtà abbastanza solida, non trascendentale, senza dubbio derivativa, ma con del potenziale. “IV” si mantiene sostanzialmente sulle stesse coordinate, omaggiando ancora pesantemente la tradizione di formazioni come Black Sabbath, Pentagram e St. Vitus, accantonando quasi del tutto la vena epica a là Candlemass che ci aveva convinto in “Excalibur”. Privato delle tematiche arturiane, gli Iron Void puntano su un doom metal diretto, che funziona bene nelle cavalcate più robuste, ma che non riesce mai a risultare veramente incisivo nell’evocare quelle atmosfere cupe e oppressive così centrali nel genere. Molto meglio gli episodi in cui emerge una vena acida, sulla falsa riga dei Cathedral di “The Carnival Bizarre”, come ad esempio nell’efficace “Slave One”. Il resto invece si trascina con una certa stanchezza tra momenti più riusciti (“Grave Dance”, “Living On The Earth”), alternati ad altro decisamente fuori fuoco, come “Lords Of The Wasteland”, che vorrebbe essere l’episodio più epico del lotto, mancando completamente l’obiettivo, o “She”, una sorta di ballad poco integrata nel resto della tela sonora.
Nelle note biografiche, il trio britannico ammette di aver avuto notevoli difficoltà nella gestazione di questo nuovo capitolo per via della pandemia, che li ha obbligati ad un metodo di lavoro, quello da remoto, con cui avevano scarsa familiarità. Che sia stato questo fattore a penalizzarli o meno, non lo sapremo mai: per il momento sospendiamo il giudizio e li aspettiamo con il prossimo album, che dovrebbe sancire il definitivo ritorno alla normalità.

TRACKLIST

  1. Call Of The Void
  2. Grave Dance
  3. Living On The Earth
  4. Pandora's Box
  5. Blind Dead
  6. She
  7. Lords Of The Wasteland
  8. Slave One
  9. Last Rites
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