ISLANDER – Power Under Control

Pubblicato il 16/08/2016 da
voto
8.0
  • Band: ISLANDER
  • Durata: 00.42.15
  • Disponibile dal: 08/05/2016
  • Etichetta: Victory Records
  • Distributore:

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Le origini del successo degli Islander vanno tracciate nella no profit The Whosoevers, organizzazione cristiana fondata da Brian “Head” Welch e Sonny Sandoval che dal 2008 lavora nel sociale indirizzando i giovani a trovare uno scopo nella vita. Il vocalist Mikey Carvajal ne fa parte dagli inizi, con il conseguente consenso degli altri ben più famosi partecipanti e la notevole spinta che questo ha potuto conferire. Spinte a parte, è solo la bontà del debutto “Violence And Destruction” (2014) che ha valso i molteplici passaggi della band nel circuito radiofonico ‘active rock’, trascinato dal singolo di successo “Coconut Dracula”. Il genere è un nu-metal solare e melodico che cita ampiamente Deftones e POD, sorprendentemente ben amalgamato e maturo, che caratterizza in coordinate note un debutto davvero interessante. Basta un annetto per vedere la formazione disgregarsi completamente, ma l’ingresso di JR Bareis (dai Love And Death di Head), Ezekiel Vasquez e Arin Ilejay (sì, proprio l’ex Avenged Sevenfold) riesce paradossalmente a migliorare la situazione: i giovanissimi talenti non solo riescono a proseguire il percorso del debutto senza snaturarlo, aggiungono anzi una serie di sfumature alternative, emo-rock, punk e hardcore allo stile vincente del gruppo. Le dodici tracce di “Power Under Control” sono tutte incredibilmente coerenti, rifinite, immediate e coinvolgenti, tanto che ogni singolo brano potrebbe essere un potenziale estratto. “Darkness”, “Green Smile Man” e “Wait For It” pendono verso la band di Sacramento, è innegabile, evidenziando il peggior difetto del gruppo, che il frontman si porta dietro dall’esordio, ovvero la fastidiosa ripetizione di tutti i trick vocali di Chino, “Whoo” inclusi, che al primo ascolto rischiano di far bollare la band col pericoloso marchio di copia carbone. Ognuna di esse però è personale, ha dei tratti distintivi e un marchio di fabbrica. Sappiamo di ascoltare gli Islander. Basta perdersi poi nella ruffiana “Bad Guy”, vibrante hit che incarna una versione commerciale dei Glassjaw, nell’eclettica “Devil Red” che gioca con punk ed emo e non ultima “Think Over It” con HR dei Bad Brains, che nel ritornello evoca nientemeno che i Faith No More: in tre brani ci si rende conto della pericolosità commerciale di un gruppo che nei primi 2000 avrebbe fatto numeri da capogiro e che oggi è a un passo dalla notorietà. Troppo presto? Troppo simili? A parere di chi scrive gli Islander sono alla giusta distanza temporale dai padrini del nu-metal ma hanno l’entusiasmo, l’energia e quella vivacità che i gruppi ancora attivi del bistrattato movimento non sanno più ritrovare. Dopo questo c’è “White Pony” o “The Fundamental Elements of Southtown”, siete avvisati. Acquisto istantaneo per ogni amante del genere.

TRACKLIST

  1. Darkness
  2. Bad Guy
  3. Green Slime Man
  4. Better Day
  5. All We Need
  6. Devil Red
  7. A Boat Going By
  8. Beelzebub
  9. Think It Over (featuring HR)
  10. Last Forever
  11. Casket
  12. Wait For It
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