6.5
- Band: ISOLE
- Durata: 00:57:41
- Disponibile dal: 23/01/2008
- Etichetta:
- Napalm Records
- Distributore: Audioglobe
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Trovandosi in mano il promo CD di “Bliss Of Solitude” degli Isole ci si rende conto subito di un errore di valutazione da parte della Napalm Records, che promuove questo lavoro come un album di epic doom metal: ebbene, la definizione non è particolarmente azzeccata, in quanto i nostri suonano un doom melanconico e con delle atmosfere che più che epiche sono darkeggianti o tendenti al gothic. Poi ad onor del vero bisogna anche dire che la band in parecchie occasioni può ricordare da vicino i Candlemass,ma, ripetiamo, non è questa la caratteristica peculiare del loro sound. Al di là di questo errore, c’è da dire che gli Isole non sono affatto male, anche se la loro proposta rimane assolutamente distante dalla perfezione. A tratti infatti, soprattutto in momenti molto malinconici ed emozionali, gli svedesi si perdono in inutili prolissità che non fanno che appesantire l’ascolto. In sostanza, dove una band come i Mirror Of Deception colpisce nel segno, gli Isole si perdono un po’, facendo scendere sensibilmente il giudizio finale. Le sette tracce che compongono il lavoro sono nel complesso di discreta fattura, con un picco verso l’alto per l’iniziale e veloce “By Blood”. Nel complesso sono un paio le tracce che si rifanno ai Candlemass e ai Solitude Aeturnus, cioè “From Clouded Sky” e soprattutto la title track. Le rimanenti canzoni non si elevano particolarmente dalla media per il difetto di cui sopra. Notevolissima la prova di Daniel Bryntse dietro al microfono, dotato di una timbrica non particolarmente profonda ma piuttosto evocativa. Peccato che il singer non sia supportato dal resto del gruppo che, seppure non sbagliando nulla, risulta un po’ limitato e solo qualche discreto arpeggio chitarristico di Crister Olsson e dello stesso Bryntse risultano di fattura superiore. In definitiva “Bliss Of Solitude” è un lavoro molto derivativo e alterna luci ed ombre, però rivela una band che, con qualche sforzo in più nel songwriting ed aggiungendo un pizzico di cattiveria alla propria ricetta potrebbe fare cose egregie.
