ISOLE – The Calm Hunter

Pubblicato il 10/02/2015 da
voto
8.0
  • Band: ISOLE
  • Durata: 00:51:02
  • Disponibile dal: 28/11/2014
  • Etichetta: Cyclone Empire
  • Distributore:

Gli anni dei demo come Forlorn, l’esordio ufficiale col nuovo monicker Isole nel 2004, la tripletta sotto l’egida della Napalm “Bliss Of Solitude”-“Silent Ruins”-“Born From Shadows”, ora il passaggio su Cyclone Empire per “The Calm Hunter”. E forse, finalmente, la consacrazione. Una maturità raggiunta guardandosi indietro e dentro se stessi, affondando le mani nell’oscurità del proprio animo. Sondando una cupezza densa, uno zoccolo duro di frustrazioni e rimpianti, un ricordo accorato di menzogne, incomprensioni, drammi, in una ricerca incessante della pace interiore. Un disco ambivalente, “The Calm Hunter”, impregnato di una malinconia ora soffusa, ora così palpabile da portare il discorso in ambiente gothic-doom, condendo di nuovi sapori il consueto favellare epic doom dei Nostri. Delicati arpeggi elettro-acustici esalano un lacrimevole raccoglimento alla My Dying Bride, la cui aura romantica riecheggia fortissima nei tratti più stagnanti, dove le tastiere sottolineano le maggiori concentrazioni di cupezza e il tempo sembra fermarsi, alla ricerca di una panacea alle proprie doglianze (la title-track, “Dead To Me (The Destroyer Part I”). Nei punti di massima caducità e abbandono, riemerge la rudezza nordica del combo, che tende a far crescere le lunghe composizioni un po’ per volta, come se ci fosse un risveglio dell’Io, una presa di coscienza e infine una turbolenta reazione. Le chitarre irrompono allora grosse, mastodontiche, e il relativo rasserenamento e l’iniezione di forza vitale riportano bruscamente all’epic metal dei migliori Doomsword. Un’analogia giustificata anche dalla notevole performance di Daniel Bryntse, che fa vibrare le corde vocali in maniera controllata e mantiene una specie di distacco da bardo nella narrazione. Come accade nell’avvio di “My Regret (The Destroyer Part II)”: un cantato tristissimo, mormorante solitudine e abbandono, si adagia su chitarre morbide, sospiranti, e si viene investiti da una cascata di mestizia insopprimibile. Il mood grigiastro non è uniforme, scampoli di dolcezza si infrangono sul fragore delle ritmiche, severe e insieme finemente lavorate nelle melodie. Dense di suggestioni, le partiture chitarristiche, mai troppo impulsive, né guidate dall’istinto, piuttosto sottoposte a un ferreo controllo emotivo e a una ragionata trasposizione di sentimenti che prescindono quasi completamente da ogni sorta di positività. L’idea di galleggiamento nel passato è sottolineata da una coralità appena accennata, tenue come una leggera e fredda brezza ai bordi di un lago ghiacciato. La band maneggia benissimo i chiaroscuri della propria musica, osando contrasti netti e decisi; in “Into Oblivion” un brutale scampolo death-doom, con un growl profondo in bella evidenza, viene interrotto per lasciar liquefare una pizzicata dolcissima delle sei corde, prima che le tastiere si espandano come un gas nell’atmosfera e arrivino a distendere i nostri nervi. Non è stata dispersa la spinta all’onirico dei Candlemass del periodo-Messiah Marcolin, che si prende il palcoscenico nel rigoroso cadenzato di “The Eye Of Light”, laddove Bryntse sfoga vocalizzi più squillanti del consueto. Gli Isole non temono nemmeno il confronto con i violacei e dannati pandemoni dei Reverend Bizarre, rimembrati quando la band ci fa affogare nella pece durante “The Perdition”: anche qui, comunque, i quattro non perdono occasione di risalire la corrente con una seconda metà più sostenuta, con cori e growl che accendono brevemente la fiammella del viking metal. Alla pari di un’aurora boreale dalle tinte accese ma tenebrose, “The Calm Hunter” ci tiene in una terra di mezzo fra sogno e realtà, colpendoci di meraviglia, inebriandoci e facendo viaggiare libera l’immaginazione. Con questo quinto full-length, il passaggio da follower a leader è stato compiuto. Non fate l’errore di trascurare gli Isole anche stavolta.

TRACKLIST

  1. The Calm Hunter
  2. Dead To Me (The Destroyer Part I)
  3. Into Oblivion
  4. The Eye Of Light
  5. Perdition
  6. Alone In Silence
  7. My Regret (The Destroyer Part II)
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