ISRAIN – Trees Never Sleep

Pubblicato il 02/10/2012 da
voto
7.5
  • Band: ISRAIN
  • Durata: 00:37:07
  • Disponibile dal: 15/07/2012

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Ecco un progetto che si merita tutta la nostra e vostra attenzione, in primis perchè ci si trova di fronte ad un ottimo disco e ad un’ottima band e, successivamente, perché “Trees Never Sleep” è un’autoproduzione italiana. Sono sempre di più le formazioni tricolori che, seguendo logiche di mercato underground, ma che alla lunga siamo convinti fruttino il dovuto, si lanciano nelle pratiche do-it-yourself, investendo tempo, soldi e talento in qualcosa che abbia basi solide e consistenti, ovvero se stesse. I veneti IsRain, originari di Padova e Rovigo, debuttano direttamente su full-length album dopo diverse esperienze in entità minori – Ashcorn, Ocean Drive, H-Strychnine – fra le quali gli Ensoph del vocalist Nicola Favaretto sono i più noti. La proposta udibile in questo esordio è particolarmente accattivante, sebbene non sia dentro al 100% nel target solito di ciò che trattiamo: gli IsRain, difatti, suonano un rock metallizzato, industriale ed elettronico, che può ricordare tanti nomi del panorama alternativo internazionale ma che, se non proprio esattamente originalissimo, può comunque già dirsi maturo e pronto all’espatrio. I succitati nomi li sapete: si può passare dal Marilyn Manson di “Antichrist Superstar” ai Ministry, dai Depeche Mode ai Deathstars, da Rob Zombie ai Nine Inch Nails, fino ad arrivare ai Paradise Lost dell’epoca sperimentale e darkwave. Ciò che apprezziamo maggiormente di “Trees Never Sleep”, oltre al songwriting particolarmente di valore, è la cura negli arrangiamenti e la ricerca dei suoni adatti a rappresentare sonorità e concept lirici introspettivi e riflessivi, a tratti disturbanti e psicotici. La dose metallica viene iniettata nel combo da un muro di chitarre che spesso si erge sovrano sui pattern elettronico-ritmici che costituiscono lo scheletro delle composizioni IsRain. L’orecchiabilità di “Parasite”, la varietà di “Seasons”, l’irruenza vivace e anthemica di “No Forgiveness”, la sinistra profondità di un’ottima canzone quale “Open Your Door”: queste sono alcune delle incarnazioni che il gruppo nostrano può mettere in campo, in un’esibizione onesta e avvincente di decise velleità. Qualche lieve pecca la si rileva ancora nella pronuncia inglese, ma è un difetto che stavolta non scalfisce nulla della bontà del materiale contenuto nei poco meno di quaranta minuti di “Trees Never Sleep”, lavoro che i più arditi, oscuri e dandy di voi dovrebbero riuscire a farsi piacere. Decisamente consigliato!

TRACKLIST

  1. I Want To Leave You Something
  2. No Forgiveness
  3. Enemy
  4. Open Your Door
  5. Frozen Words
  6. Parasite
  7. I Don’t Wanna Be Here
  8. Seasons
  9. Sonata For The Dead
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