8.0
- Band: ISTAPP
- Durata: 00:44:51
- Disponibile dal: 06/03/2025
- Etichetta:
- Trollzorn
Spotify:
Apple Music:
Fatevi sotto, amanti del black metal melodico anni 90; qui c’è pane per i vostri denti affamati di maligna oscurità e anti-cosmica magniloquenza.
Nonostante le Cassandre dell’integralismo black metal dichiarino la succitata scena come morta e sepolta a intervalli regolari fin dai primi anni del nuovo millennio, infatti, un certo modo di intendere il genere sembra fregarsene bellamente dei necrologi, tirando dritto per la sua strada e ostinandosi a dichiararsi più vivo e vegeto che mai. Ne è ulteriore riprova questa nuova uscita degli svedesi Istapp, giunti col qui presente “ Sól Tér Sortna” al quarto full-length della loro carriera.
Momenti post black-depressive per darsi una bella aura disperata? Elementi avant-garde per darsi un tono più intellettuale? Qui dentro non troverete nulla di tutto questo: solo tanto black metal melodico dalle chiarissime radici 90’s, suonato come Svezia comanda.
Non pensiate però di trovarvi fra le mani un prodotto ‘copia-incolla’ per nostalgici dei bei tempi andati: gli Istapp hanno saputo far tesoro dell’esperienza accumulata, amano ciò che propongono e non si accontentano di struggersi guardando le vecchie foto dei passati eroi sulla loro collezione di Slayer Magazine; il loro approccio è finalmente maturo, personale ed ispirato e tutto, nel progetto, appare ora curato e definito nei minimi dettagli: dall’immagine (quella sì, decisamente in linea coi tempi correnti) alla scrittura dei brani, stilisticamente inquadrabilissimi ma, al contempo, scevri da ogni possibile anacronismo.
Insomma, i Nostri adorano Dissection, Naglfar, Sacramentum e Dawn, e questo già si sapeva; ma, se volete l’ennesima tribute band sotto mentite spoglie, meglio se cercate altrove (ogni riferimento a band realmente esistenti è puramente casuale). L’impressione che emerge fin dall’ascolto dell’opener “Under Jökelisen” è che la formazione svedese sia finalmente riuscita a trovare una sua dimensione chiara e definita, dopo le incertezze stilistiche degli esordi e le eccessive reminiscenze derivative disseminate lungo il percorso: le tessiture melodiche in tremolo picking sono ancora lì, come le aperture di voce pulita dai toni declamatori ed epici, non lontane da sentori Bathory e Windir; anche gli intriganti inserti di synth, rimembranti non solo i già citati Lord Belial, ma anche i primi …And Oceans, sono ancora parte della compagnia, così come la costante aggressione di fondo; ciò che è cambiato è che ora tutto suona dannatamente ‘Istapp’, e questo fa tutta la differenza del mondo.
Dai brani più feroci, come “Nifelheim” (graziato, peraltro, da uno stacco ‘space’ quasi ‘kingcrimsoniano’ di grande effetto) la title-track “Sól Tér Sortna” o “Kallbrand” , a quelli più atmosferici, come “Storm Av Is”, “Ragnarök” o la conclusiva “Vinterkrig”, i Nostri sono riusciti a infondere ovunque la propria personalità ad ampie manciate, condendo il tutto con una capacità di creare brani di grande presa, autentiche ‘canzoni’, ad un livello mai raggiunto prima sui dischi precedenti.
Fondamentale, a tal riguardo, si è dimostrata la capacità da essi maturata di utilizzare i frangenti più epici della loro proposta per caratterizzare profondamente le singole composizioni, grazie a ‘hooks’ melodici e linee vocali pulite mai, prima d’ora, così efficaci, il tutto arricchito da sottili reminiscenze folk che donano all’insieme un quid ancora più ammaliante.
Insomma, gli Istapp, con questo “Sól Tér Sortna”, hanno sfornato un autentico gioiellino di black metal melodico, capace di accontentare anche i palati più esigenti, oltre ad aver messo sul mercato quello che è senza dubbio, ad oggi, il loro miglior album in assoluto. Promossi senza riserve.
