7.5
- Band: IT’sALIE
- Durata: 00:45:02
- Disponibile dal: 27/02/2026
- Etichetta:
- Frontiers
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Terzo capitolo per gli IT’sALIE, band nostrana spinta dalla carica esplosiva di Giorgia Colleluori, cantante ed artista veneta figlia d’arte che è circondata in quest’avventura dal padre Camillo (Eternal Idol) alla batteria, dal talentuoso Leonardo Duranti alla chitarra e dall’ormai fedelissimo Mat Sinner (Sinner, Primal Fear) al basso, qui impegnato anche come manager e produttore della band. Sono ormai diverse le collaborazioni tra Giorgia e Mat, visto che li troviamo assieme sia negli ultimi dischi firmati Sinner, sia nel progetto live Rock Meets Classic, di notevole successo in terra teutonica.
“Wild Games”, debutto sotto l’etichetta Frontiers, è un disco ricco di adrenalina, dove riff vigorosi e vivaci accompagnano la voce della brava cantante, la quale arricchisce i brani con melodie vocali capaci di lasciare un segno ben impresso, per un risultato finale che, rispetto ai suoi predecessori, si dimostra decisamente più compatto, senza presentare momenti deboli e con una produzione di alto livello. Senza cercare troppo lungo la tracklist, ciò è ben riconoscibile fin dalla partenza con “Waiting For The Rain “, pezzo sanguigno dove Giorgia mostra la sua versatilità vocale e le sue influenze, che spaziano tra rock e blues. A seguire, hard’n’heavy purissimo e retrò con i ritmi scoppiettanti ed irresistibili di “One Way To Rock”, canzone scrosciante, di quelle che possono caricarsi sulle spalle un intero disco. E se è chiaro che ai primi ascolti è con i brani più possenti che arriva l’impatto più immediato, dopotutto trovano bene la propria collocazione anche i momenti più distensivi; “Living In The City” è una composizione matura che si muove con destrezza tra hard rock e blues con qualche richiamo al southern rock, la più melodica ed avvolgente “Gates Of Faith” ben si colloca all’interno della tracklist come perfetta parentesi tra pezzi più possenti, mentre la power-ballad “History Remains”, forse più scontata di altri brani presenti, è a suo modo perfetta per mettere in risalto l’ugola piena e ruvida di Giorgia. Il groove di “Believers Of Leaders” colpisce quindi con decisione, mostrando i muscoli, e subito dopo è il sound settantiano con reminiscenze soul e blues di “Rebels” – che ricorda qualcosa dei più introversi Avatarium – ad accompagnare uno dei brani maggiormente vincenti del disco, con un perfetto equilibrio tra questo flavour retrò e chitarroni massicci di stampo contemporaneo.
Visto che si parla soprattutto di chitarra, è doveroso spendere due parole sul lavoro notevole di Leonardo Duranti: le luci della ribalta sono ovviamente tutte per Giorgia Colleluori, autentica protagonista dell’ascolto, ma il chitarrista italiano sta proprio lì al suo fianco e modella i brani con personalità grazie a riff azzeccati e assoli che ben si inseriscono all’interno delle composizioni. Ne è un altro buon esempio proprio “Death Row”, pezzo all’interno del quale i ritmi cambiano con decisione, tra passaggi più controllati ed accelerazioni decise spinte dalla batteria dell’esperto Camillo. A colpire è insomma la varietà nel songwriting, con brani che funzionano alla grande, salvo pochissime eccezioni, e che grazie all’ugola straordinaria di Giorgia e a una band coesa e compatta, si elevano a tratti su livelli eccellenti. È insomma un’attitudine puramente hard rock quella che spinge gli IT’sALIE attraverso undici tracce ricche di tante sfumature vincenti.
