6.0
- Band: IZROD
- Durata: 00:19:41
- Disponibile dal: 14/02/2025
- Etichetta:
- Signal Rex
Apparsi dal nulla nel 2023 con il full-length “Sarajevski Odisej”, i bosniaci Izrod si rifanno avanti per dare continuità al loro pellegrinaggio nel vasto mondo del black metal contemporaneo.
Sempre sostenuti dalla piccola ma intraprendente Signal Rex, i Nostri confezionano un EP di quattro brani (per circa venti minuti di musica) che riprende e amplia il discorso avviato dal suddetto esordio, ribadendo come la loro sia fondamentalmente una scrittura libera, quasi da flusso di coscienza, poco interessata a seguire costrutti standard in favore di un accumulo straniante di spunti, il quale potrebbe sia affascinare che respingere l’ascoltatore di turno.
In effetti, anche se una produzione dal taglio grezzo e casalingo rende il tutto più aggressivo rispetto a due anni fa, l’insieme si guarda comunque bene dallo snellirsi o dal semplificarsi, facendo sì che gli episodi si inerpichino su chine scoscese e ambiziose, poste idealmente al crocevia fra la tradizione dei Master’s Hammer e la scuola moderna dei Deathspell Omega, per poi destrutturarsi e rendere l’esperienza complessiva un autentico carosello di stacchi atmosferici e di cambi di tempo anche piuttosto azzardati.
Insomma, se con “Sarajevski…” il gruppo dell’Est Europa era riuscito a dare a questa sorta di jam session uno sviluppo equilibrato e coerente, in “Ulica, trnje i kamenje” l’impressione è che abbia un po’ perso la bussola del songwriting e dell’attenzione ai dettagli (vedasi la già citata resa sonora), realizzando – più che delle composizioni fluide – un pugno di taglia e cuci musicali dove tante piccole parti (anche di valore, prese singolarmente) si susseguono senza incidere e trasmettere emozioni come ci sarebbe piaciuto constatare.
Un lavoro interlocutorio, in definitiva, che forse avrebbe meritato una gestazione più lunga e accorta per riuscire a confermare le qualità espresse non troppo tempo fa dai suoi autori.
