7.0
- Band: JACKAL
- Durata: 00:28:51
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Un piacevolissimo demo è quello messo in piedi dai napoletani Jackal, formazione nata da poco tempo (luglio 2003), ma completamente immersa nell’attitudine e nelle sonorità di venti-venticinque anni fa. “…Like A Jackal” si rivela innanzitutto un prodotto professionale, registrato all’emergente, ottimo Jumping Spider Studio di Napoli e dotato di una produzione perfetta per il suono della band. Volutamente, infatti, ciò che esce dai solchi del dischetto è realizzato in toni decisamente retrò, risalenti ovviamente all’epoca d’oro della NWOBHM e ai primi vagiti del metal classico in generale. Volumi non esageratamente alti, chitarre presenti ma, rispetto alle mega-produzioni d’oggigiorno, sottili come grissini, una batteria leggermente predominante ed un pulito lavoro di basso mettono in risalto benissimo la volontà dei Jackal di risultare il più old-fashioned possibile; intento riuscito in modo perfetto, si direbbe, grazie anche alla qualità delle canzoni presentate: com’è ovvio quando si ascolta questo genere di proposte, non si deve assolutamente cercare la Luna o chissà quali mirabilia tecnologiche ed originali…i Jackal suonano heavy metal come si faceva parecchio tempo fa e la maggiore – ed evidente! – influenza risulta essere quella degli Iron Maiden periodo Di’Anno/primo Dickinson. Le strutture dei brani ricordano pedissequamente quelle delle song di album quali “Iron Maiden”, “Killers” e “The Number Of The Beast”, anche se il tiro dei pezzi è meno immediato di quelle storiche composizioni. Il quartetto di nostalgici del tempo che fu sembra trovarsi più a proprio agio sulle partiture di lunga durata…e lo testimoniano i begli esempi di “The Age Of The Beast”, “Rise From The Dust” e “Torquemada”. Più semplici e brevi, le restanti “Jackal” ed “Electric Wall” spaziano agilmente tra un metal primigenio e un hard-rock fresco e dinamico. Gli assoli più che discreti di Bob Marotta e l’intensa prestazione vocale di Luigi Martino, guarda caso avente un timbro a metà strada tra Paul Di’Anno e Bruce Dickinson, aggiungono la giusta qualità ad un demo che farà iper-felici gli aficionados del sound “vecchia maniera”. Un bel salto nel passato, non c’è che dire…Un lavoro di pura passione e sicuro divertimento.
