6.5
- Band: JADED HEART
- Durata: 01:00:16
- Disponibile dal: 30/03/2018
- Etichetta:
- Massacre Records
- Distributore: Audioglobe
I Jaded Heart giungono con “Devil’s Gift” al rispettabile traguardo del tredicesimo album, aggiungendo così un ulteriore tassello alla loro copiosa discografia, frutto di una carriera ormai lunga, benchè vada pure ricordato come la band tedesco/svedese non sia mai riuscita (o, comunque, non ancora) realmente a sfondare, nè ad ottenere un successo e una visibilità paragonabile a quella di altri gruppi che hanno la stessa longevità e che suonano con uno stile grosso modo accostabile al loro (potremmo citare, tra i tanti, i Gotthard o i Fair Warning). Riteniamo che difficilmente la situazione potrà mutare con “Devil’s Gift”, un disco senz’altro valido, ma che neppure presenta elementi tali da far pensare ad un significativo salto di qualità in tal senso. I Jaded Heart propongono dunque una serie di canzoni nel loro tipico stile, sempre a cavallo tra metal melodico e un robusto heavy rock, con riff decisi e refrain melodici, caratterizzati da vari coretti, ai quali fa quasi da contrasto la voce dura e aggressiva (ma anche con la pronuncia un po’ marcata) del cantante Johan Fahlberg. Si registra dunque la presenza di diverse tracce niente male, come l’opener “Wasteland”, ma anche “Phoenix” o l’oscura, ma pur sempre melodica, “Tears Of Our World”, nonchè un paio di tracce firmate da alcuni guest, ovvero “Set Free”, di cui è co-autore Chris Laney (Pretty Maids) e “One World”, scritta da Niklas Dahlin (Insania, Disdained). In generale, la tracklist si mantiene su discreti livelli, per quanto comunque verso il finale cali un po’ ma, al di là di questo, come dicevamo, manca probabilmente proprio quel guizzo, quell’intuizione tale da consentire alla band di emergere realmente. Ad ogni modo, i Jaded Heart riescono a far confluire in “Devil’s Gift” buone qualità e tanta esperienza, realizzando un disco godibile (peraltro nella versione digipak sono state inserite due ulteriori bonus track), che non dovrebbe deludere chi li segue da anni nè, più in generale, gli amanti del genere.
