JASTA – Jasta

Pubblicato il 28/07/2011 da
voto
7.0
  • Band: JASTA
  • Durata: 00.37.24
  • Disponibile dal: 25/07/2011
  • Etichetta:
  • Century Media Records
  • Distributore: EMI

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Se non sapete chi è Jamey Jasta avete davvero bisogno di levare il paraocchi e guardarvi un attimo in giro. Il frontman degli Hatebreed si è dimostrato un personaggio ricco di sfaccettature, impegnato su più fronti, poliedrico, indaffaratissimo. Con il suo gruppo principale, side project quali Kingdom Of Sorrow ed Icepick, collaborazioni con artisti lontani come Necro o Sebastian Bach, le etichette di proprietà Stillborn Records e Hatewear e le apparizioni come presentatore di Headbangers Ball e Golden Gods Awards, ma soprattutto con una passione infinita e una dedizione invidiabile, per molti Jamey Jasta è riconoscibile come uno dei volti più influenti del metal. Per render giustizia alla propria nomea ecco arrivare un progetto che è Jasta a tutto tondo, celebrando come valvola di sfogo gran parete delle influenze dell’artista, e andando nello stesso tempo a collaborare con quelli che sono i nomi a lui più strettamente legati. Nelle stesse parole di Jamey un disco fatto esclusivamente per divertimento, ma che è ulteriore prova, nella sua efficacia e nella sua potenza, di staffa da fuoriclasse. Il risultato finale è un mix di Shadows Fall nelle linee melodiche e nelle parti metalcore, dei “real american hero” Five Finger Death Punch per le soluzioni moderne, e ovviamente della band madre Hatebreed, a cui il frontman scippa un paio di potenziali hit. Com’è lampante la parte più interessante sta nella prova vocale: Jasta si spinge deliberatamente fuori dalla sua zona di comfort, con risultati interessanti ma mai stupefacenti. Quando il padrone di casa apre la porta e stappa una Corona che la festa si movimenta, gli invitati infatti sono il meglio del metal a stars and stripes: Phil Labonte degli All That Remains, Randall Blythe e Mark Morton dei Lamb Of God, Tim Lambesis degli As I Lay Dying, Mike Vallely dei Revolution Mother e sua maestà Zakk Wylde rendono la seconda metà del disco davvero speciale, con ospitate sentite e una varietà stilistica che fa respirare moltissimo l’intero disco. Il ragazzo del Connecticut stupisce dunque, andando ad esprimersi in un range ampio e godibile, grazie al favore di molti ma senza dover niente a nessuno. Microfono infuocato.

TRACKLIST

  1. Walk That Path Alone
  2. Mourn The Illusion
  3. Screams From The Sanctuary
  4. Nothing They Say
  5. Anthem Of The Freedom Fighter
  6. Something You Should Know
  7. Set You Adrift
  8. Enslaved, Dead Or Depraved
  9. With A Resounding Voice
  10. The Fearless Must Endure
  11. Heart Of Warrior
  12. Death Bestowed
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