JEFF LOOMIS – Plains Of Oblivion

Pubblicato il 04/04/2012 da
voto
6.5
  • Band: JEFF LOOMIS
  • Durata: 00:47:36
  • Disponibile dal: 09/04/2012
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: EMI

Già con il precedente “Zero Order Phase”, Jeff Loomis aveva dimostrato che – pur componendo e suonando un tipico prodotto da guitar hero ottantiano – la sua musica poteva raggiungere un pubblico più vasto di quello che solitamente legge Guitar World. Anche oggi, con il nuovo “Plains Of Oblivion”, il Nostro denota un gran gusto per le composizioni, sebbene buona parte del materiale ritmico sia ancora legato a doppio filo all’esperienza dei Nevermore. Messa insieme una sezione ritmica composta dal misconosciuto Shane Lentz e da Dirk Verbeuren (Soilwork, Scarve) alla batteria, il buon Jeff chiama a sé un buon numero di ospiti che contribuiscono alla buona riuscita del lavoro. L’apertura è affidata a “Mercurial”, appesa tra ritmiche Nevermoreiane e solismi degni dei Cacophony, anche e soprattutto per la presenza di Marty Friedman alla solista. “The Ultimatum” è shredding allo stato puro, con un Tony MacAlpine che fa volare velocissima la sua sei corde. Dopo la discreta “Escape Velocity”, eccoci arrivare al primo brano cantato, probabilmente la traccia più riuscita dell’intero album: stiamo parlando di “Tragedy And Harmony”, che vede dietro al microfono Christine Rhoades, in passato già all’opera su “Dreaming Neon Black” dei Nevermore. Proprio dal sodalizio di Seattle trae linfa vitale il brano, con la Rhoades che magari non farà la differenza come la faceva Warrel Dane, ma che comunque è autrice di una performance più che buona. La qualità è molto alta: se una canzone del genere fosse stata inserita in un qualsiasi album dei Nevermore nessuno avrebbe gridato allo scandalo. L’altro punto di forza di “Plains Of Oblivion” è “Surrender”, che vede dietro al microfono il grande Ihsahn. Il brano è decisamente più estremo, soffocante e compatto rispetto al resto, con un refrain melodico non ruffiano ma dalla grande carica emotiva. Loomis qui lascia il giusto spazio ad Ihsahn, rinunciando a dei solismi che avrebbero reso il brano meno efficace. Efficacia che invece manca completamente a “Requiem For The Living” e alla banalissima power ballad “Chosen Time”, ancora con la Rhoades alla voce. Discrete invece le atmosfere più prog e rilassate che si respirano in “Continuum Drift”, con Chris Poland ospite de luxe. A chiudere, dopo l’inutile “Rapture” – buona solo a mostrare l’abilità di Jeff con il pizzicato – troviamo “Sibylline Origin”, ennesimo heavy nevermoreiano infarcito di solismi ma nel quale grossa importanza viene data anche alla componente ritmica. Senza dubbio “Plains Of Oblivion” darà grosse soddisfazioni soprattutto a chi apprezza le evoluzioni delle sei corde dei guitar hero, ma anche chi ama il metal tout court e quello dei citatissimi Nevermore in particolare, qui dentro potrebbe trovare degli ottimi spunti da approfondire assolutamente.

TRACKLIST

  1. Mercurial
  2. The Ultimatum
  3. Escape Velocity
  4. Tragedy And Harmony
  5. Requiem For The Living
  6. Continuum Drift
  7. Surrender
  8. Chosen Time
  9. Rapture
  10. Sibylline Origin
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