JESUS AIN’T IN POLAND – Freiheit Macht Frei

Pubblicato il 22/03/2012 da
voto
7.0
  • Band: JESUS AIN'T IN POLAND
  • Durata: 00:30:07
  • Disponibile dal: 10/02/2012
  • Etichetta: Grindpromotion
  • Distributore:

Secondo disco per questo quartetto emiliano, a qualche anno di distanza dal precedente “Holobscene”, autoprodotto nel 2008. Nati nel 2004, i Jesus Ain’t In Poland si sono dedicati fin dall’inizio a un sano e viscerale grindcore, ponendo i grandi classici del genere di fine anni ’80 e primi ’90 al centro del proprio immaginario e scegliendo, in particolare, Napalm Death e Brutal Truth come propri numi tutelari di una carriera che li ha già portati a suonare in buona parte d’Europa. Oggi, con questo “Freiheit Macht Frei”, i ragazzi segnano una nuova tappa di quel percorso, fedeli a una linea che certo non può essere portatrice di grandi innovazioni, ma che tuttavia denota grinta e attitudine da vendere. Ecco quindi che nei quindici brani del lavoro troviamo più o meno tutti i consueti elementi del genere, a cominciare da una vocalità smodata, che sa di violenza urbana in quantità. Il resto è affidato a una sezione ritmica quadrata e fragorosa e a chitarre debordanti, ottimamente prodotte nel sempre più affidabile Studio 73 di Riccardo Pasini (Ephel Duath, Gory Blister). Trenta minuti senza sosta, che scorrono via veloci e potenti, senza perdere tempo e puntando al sodo. Grind, death metal o semplicemente hardcore al calor bianco, più una punta di sludge/doom, per una miscela ricca di saliscendi ritmici che ricorda anche tutta l’ondata nordeuropea partita alla fine negli anni ’90, con i finlandesi Rotten Sound a manifestarsi come primissimo termine di paragone. Se avesse avuto un paio di perle del calibro di “My God Is My Will”, “Blessed Be” o “Degeneration Healers” in più, saremmo stati qui a parlare di “Freiheit Macht Frei” come di un piccolo capolavoro, tuttavia già così è un disco che chiunque abbia a cuore i recenti sviluppi della scena grind dovrebbe provare a far suo. I Jesus Ain’t In Poland sono una realtà ormai solida e dai meccanismi perfettamente oliati, alla quale manca proprio poco per compiere il salto di qualità definitivo.

TRACKLIST

  1. Don't Ask
  2. Lurid Perverted Hypocrites
  3. Pray For The Bugs
  4. The Kingdom
  5. Scarlet Tongues
  6. My God Is My Will
  7. Blessed Be
  8. Shelter Grave
  9. Pedophagia
  10. Mother Abscess
  11. Reptile Pigs
  12. The Hole With God Around
  13. Amber The Great
  14. Degeneration Healers
  15. Curse You
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.