JESUS AIN’T IN POLAND – No Man’s Land

Pubblicato il 01/05/2018 da
voto
8.0
  • Band: JESUS AIN'T IN POLAND
  • Durata: 01:17:30
  • Disponibile dal: 30/03/2018
  • Etichetta: Grindpromotion
  • Distributore:

I Jesus Ain’t In Poland ci avevano già impressionato favorevolmente con “Freiheit Macht Frei”, loro secondo album – uscito ormai sei anni fa – in cui avevano dato prova di notevole dimestichezza in campo grind, confermandosi una delle realtà più interessanti nel panorama italiano. Anche questo nuovo e lungamente atteso “No Man’s Land” merita le parole di elogio che già tessemmo per il suo predecessore, ma vi è una differenza: i Jesus Ain’t In Poland non sono più solo una grindcore band; il trio emiliano, infatti, pur restando fedele ad una resa sonora indubbiamente caustica, con questa terza fatica ha deciso di sorprendere i fan di vecchia data e di intraprendere strade impervie e non scontate, incorporando nella sua proposta una massiccia dose di atmosfere plumbee e mettendo davanti a tutto una forte impronta sperimentale. Il disco è diviso in due parti – “Erosion” e “Release” – profondamente diverse fra loro per durata e impostazione, eppure baciate da uno standard compositivo costante; non si fatica a scorgere nel succedersi delle dodici tracce una forte volontà di chiudere con le rigide etichettature che spesso accompagnano certi ambienti underground ed è così che le sonorità un tempo tipicamente grind della band vanno ora ad immergersi e avvitarsi fra tetre progressioni doom, sludge e “post” metal nelle quali i ragazzi mettono in mostra un inedito lavoro di cesello e una drammaticità mai tanto esplicita. Se “Erosion”, nel suo rielaborare con disinvoltura stilemi cari a Rotten Sound e Leng Tch’e, si manifesta come un incipit elettrizzante ma tutto sommato familiare, trovando un filo conduttore più lineare con quanto proposto dai Jesus Ain’t In Poland agli inizi, “Release” si muove lungo i contorti meandri di un cupo incubo psichico, conducendo l’ascoltatore in un trip estenuante nel quale è facile restare invischiati in una materia fangosa che corrode e dilania e alla quale è sovente difficile adattarsi. Non c’è consolazione: il gruppo procede lento e inesorabile creando un magma oscuro nel quale riff e ritmiche sembrano a volte provenire dai più bui meandri della terra. Difficile qui trovare facili metri di paragone: i Jesus Ain’t In Poland in questa seconda parte mettono sul piatto anche delle composizioni che arrivano a superare i dieci minuti di durata, avanzando implacabili fra marziali e ordinate soluzioni chitarristiche di estrazione doom, per poi sfociare in più torbide atmosfere sludge e concludere il percorso fra quegli incubi percussivi cari a gente come Neurosis, Process Of Guilt e ultimi Breach. Un incedere doloroso che ha il grande merito di restare alla larga da quel noioso minimalismo caro a tante realtà sludge e che quindi non lascia indifferenti, anche a dispetto di un minutaggio complessivo importante. Anche grazie all’utilizzo di backing vocals pulite e di un velo di effettistica, il gruppo riesce a rendere molto bene l’idea di scontro e perturbazione, architettando un suono tutt’altro che scarnificato, ma che al tempo stesso riesce a legare con la rabbia e la frenesia offerte nella prima parte dell’opera. Un lavoro dunque indubbiamente variegato, eppure coerente nel suo insieme e sempre in grado di sintonizzarsi con le varie sfumature dell’ansia e dell’inquietudine. Con “No Man’s Land” i Jesus Ain’t In Poland rischiano molto, ma, a conti fatti, portano a casa un risultato che sprizza talento e vitalità emotiva.

TRACKLIST

  1. All Is Lost
  2. May The Desert Be Your Wings
  3. He Who Giveth, He Who Taketh Away
  4. A Thousand Ways To Hurt
  5. Witness
  6. The Division Bell
  7. Beyond The Within
  8. Nepenthe Pt.I
  9. Nepenthe Pt.II
  10. Ani Sehir A.D.
  11. No Fate But What We Make
  12. The World Is Yours
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.