JETHRO TULL – Aqualung

Pubblicato il 21/03/2011 da
voto
9.0
  • Band: JETHRO TULL
  • Durata: 00:42:55
  • Disponibile dal: 19/03/1971
  • Etichetta: Chrysalis Records
  • Distributore:

Il 2011 è una data molto importante perché sigla il quarantesimo compleanno di “Aqualung”, il disco più famoso ed importante dei Jethro Tull. Nonostante il genere proposto dai menestrelli inglesi sia alquanto inusuale per un portale come Metalitalia.com, l’importanza che questo disco ha avuto nella storia del rock e nell’influenzare decine e decine di grandi formazioni non poteva essere ignorata. In primis, la copertina del disco è una delle più conosciute della storia, un barbone dallo sguardo malefico che per fattezze assomiglia in modo palese al leader della band Ian Anderson. Il cantante più volte ha smentito che il clochard fosse una sua rappresentazione. Questo personaggio è stato chiamato proprio “Aqualung” perché il sibilo da lui emesso nel parlare richiama appunto il rumore di un noto respiratore artificiale. La title track è oggi la più famosa canzone dei Jethro Tull, tanto che il riff iniziale di chitarra è entrato di diritto nella storia, al pari di canzoni altrettanto famose come “Smoke On the Water” dei Deep Purple. La canzone è una denuncia sociale sullo stato della vita degli emarginati. Anderson con la sua voce intona una romantica e cinicamente triste litania, sorretta da un tappeto di chitarre rock che imbastiscono uno dei mid tempo più conosciuti di sempre. Si prosegue con un’altra canzone di denuncia sociale, “Cross-Eyed Mary” parla infatti di una prostituta che vende il suo corpo a clienti poveri e disastrati quanto lei, preferendoli ai facoltosi, e per questo ottiene il soprannome di Robin Hood dell’Highway (un quartiere di Londra), salvatrice dei bassifondi più degradati. Il flauto di Anderson e le tastiere di John Evan danno un tocco di progressive folk rock in pieno stile settantiano. Con “Cheap Day Return”, i Jethro Tull cambiano tematiche: pare infatti che Ian Anderson abbia composto il brano dopo una visita in ospedale al padre malato. Non a caso siamo di fronte ad una canzone dolce e amorevole, dominata da chitarre acustiche e lunga poco più di un minuto. L’impronta tipicamente folk degli inglesi esplode sull’acustica “Up To Me”, dove i nostri cantastorie riescono a catapultarci in un’epoca lontana ed a farci sognare con suggestive note di flauto. Il punto di massima espressione artistica viene raggiunto con “My God”, brano lungo oltre sette minuti che presenta un altro grande tema di denuncia: la religione. I Jethro Tull non ne parlarono esattamente in termini benigni, ma vollero piuttosto analizzarla come strumento per controllare la mente dei fedeli. Ad una prima parte acustica ed atmosferica, si alternano momenti di puro rock, ottimi assoli di chitarra e l’immancabile flauto di Anderson. Un lungo intermezzo strumentale ci accompagna verso la conclusione del brano, inquieto e sinistro per certi aspetti. Mentre l’ascolto si avvia verso la fase finale, ci si imbatte in un altro grande cavallo di battaglia degli inglesi, una “Locomotive-Breath” che ha il pregio di mostrarci il loro lato più hard rock. Mid tempo incalzante e squadrato da un’ispirata linea di basso, questo brano non manca mai nelle esibizioni dal vivo dei Jethro Tull. Anche la conclusiva “Wind-Up” parla di religione, e di come spesso le persone aderiscano ad un credo solo perché costrette dalla società in cui vivono. Voce e piano sono gli elementi portanti di una canzone dolce e triste allo stesso tempo. Dal 1971 ad oggi ne è passato di tempo ma, nonostante il cambio di mode e sonorità, ancora oggi “Aqualung” viene considerato uno dei dischi più importanti e fondamentali di tutti i tempi (oltre ad aver consacrato per sempre i Jethro Tull), immancabile nella collezione di ogni amante della buona musica. Buon compleanno “Aqualung”!

TRACKLIST

  1. Aqualung
  2. Cross-Eyed Mary
  3. Cheap Day Return
  4. Mother Goose
  5. Wond'ring Aloud
  6. Up To Me
  7. My God
  8. Hymn 43
  9. Slipstream
  10. Locomotive Breath
  11. Wind Up
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