JOE BONAMASSA – Breakthrough

Pubblicato il 16/07/2025 da
voto
7.0
  • Band: JOE BONAMASSA
  • Durata: 00:45:40
  • Disponibile dal: 18/07/2025
  • Etichetta:
  • Provogue Records

Si pensa, solitamente, che per musicisti importanti e ben noti per le loro collaborazioni estemporanee (siano esse con formazioni famose o popstar), dare alle stampe un nuovo album diventi un lavoro di routine senza troppe attenzioni, dovuto alla contrattualistica, agli sponsor desiderosi di far vedere nuova strumentazione e alla necessità di fare tour a tutto spiano.
Fortunatamente, questo luogo comune non è così diffuso come si crede, specialmente nel caso di un vero gigante dell’hard rock e del blues come ‘Smokin’ Joe Bonamassa: alle porte dei cinquant’anni, il bambino prodigio che a dodici accompagnò B.B. King in tour sembra prendere ancora la musica con divertimento ed entusiasmo, seppur rimanendo sempre ancorato saldamente alle sue origini.
Se già l’ottimo “V”, dei Black Country Communion, dunque, testimoniava lo stato di grazia con cui Bonamassa lavora anche nei superprogetti sopracitati, questo “Breakthrough” riconferma l’amore per il blues e il rock duro del chitarrista, come fa alla fine ogni sua uscita discografica che a cadenza annuale o biennale si presenta sugli scaffali dei negozi.
Sin dalla prima, rockeggiante title-track, ritornano tutti quegli elementi che gli ascoltatori veterani riconosceranno, come la presenza dei cori gospel e di quelle pause ed esplosioni che alternano chitarra acustica e distorsione. Non mancano ovviamente le citazioni a Led Zeppelin e Gary Moore che hanno reso Smokin’ Joe un idolo anche per svariate generazioni metallare, come l’accattivante “Trigger Finger” o “You Don’t Own Me”, dove anche le tastiere giocano un ruolo di primo piano, come fu per gli album del compianto guitar hero irlandese.
Fra gli episodi più esemplari del lavoro di Bonamassa, poi, non possono mancare pezzi quasi con una vena Creedence Clearwater Revival, come l’irresistibile “Driver By The Exit Sign” – caratterizzata da un coro che, fidatevi, faticherete a togliervi dalla testa – o le ballatone come “Broken Record” e la divertente “Life After Dark”.
Un mix interessante di tutto ciò che questo genere ci ha donato nel corso degli anni, che dà modo a Bonamassa di esplorare un’ampia gamma di sonorità, spaziando davvero dal rock più pettinato al blues maledetto dell’inizio del secolo scorso, pur rimanendo sempre attaccato a quell’ambito del rock virtuoso che è di fatto una nicchia nella nicchia nel genere rock, anche per quanto riguarda gli ascoltatori: chi è un abbonato cronico dello stile apprezzerà il lotto di pezzi, mentre c’è sempre il rischio di stufarsi per chi non è avvezzo a queste sonorità.
Prodotto con tutti i crismi da Kevin Shirley (produttore, tra gli altri, di tutti i dischi degli Iron Maiden del nuovo millennio e degli stessi Black Country Communion), e scritto insieme a Tom Hambridge, uno dei più famosi parolieri e batteristi che negli USA si occupano di collaborare con grandi nomi del jazz e del rock virtuoso, “Breakthrough” è la ventiduesima prova in studio di un musicista che, seppur con una sterminata fila di album tutti bene o male inseriti nello stesso filone, non sembra per nulla intenzionato ad appendere la chitarra al chiodo.

TRACKLIST

  1. Breakthrough
  2. Trigger Finger
  3. I’ll Take The Blame
  4. Drive By The Exit Sign
  5. Broken Record
  6. Shake This Ground
  7. Still Walking With Me
  8. Life After Dark
  9. You Don’t Own Me
  10. Pain’s On Me
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