7.0
- Band: JOHN 5
- Durata: 00:43:00
- Disponibile dal: 23/05/2008
- Etichetta:
- Mascot Records
- Distributore: Edel
Sebbene sia noto al grande pubblico principalmente per essere stato il chitarrista di Marylin Manson, il buon John Lowery (questo il suo vero nome) può tuttavia già vantare un curriculum di tutto rispetto, avendo collaborato in questi anni con artisti del calibro di Rob Halford (nel progetto 2wo), David Lee Roth (nella DLR Band) e Rob Zombie. In aggiunta a ciò il nostro, dopo aver abbandonato il Reverendo Manson nel 2004, ha dato inizio ad una prolifica carriera solista, cominciata con “Vertigo” e giunta oggi, dopo i convincenti “Songs for Sanity” e “The Devil Knows My Name”, al quarto episodio con il qui recensito “Requiem”. Anche in questo caso ci troviamo dunque di fronte ad un eccellente dischetto di rock strumentale in cui il nostro, coadiuvato alla batteria da Tommy Clufetos, mette in mostra la propria abilità alla sei corde (oltre che al basso e al banjo) per la gioia di tutti gli appassionati dei virtuosismi chitarristici. Ma anche gli ascoltatori meno avvezzi allo shredding – nel novero dei quali rientra chi scrive – avranno modo di apprezzare il contenuto del succitato dischetto, visto e considerato che, tra un arpeggio in fingerpicking ed una pennata alternata eseguita a velocità smodata, il nostro John si dimostra prima di tutto un buon compositore oltre che un virtuoso dello strumento: prova ne sono brani come l’opener “Sounds of Impalement” o “The Lead Sprinkler”, ottimi esempi di heavy rock in cui è la tecnica chitarristica ad essere messa al servizio della canzone e non viceversa, per un risultato finale tanto appetitoso per i virtuosi dello strumento quanto non privo di fascino per l’ascoltatore occasionale. Gli shredder o aspiranti tali possono dunque dirsi avvertiti: non importa che possediate una Stratocatoster d’epoca o il controller di Guitar Hero, se amate le esibizioni pirotecniche alla sei corde questo “Requiem” potrebbe proprio fare al caso vostro.
