7.5
- Band: JUDICIARY
- Durata: 00:26:50
- Disponibile dal: 25/01/2019
- Etichetta:
- Closed Casket Activities
Cosa succede quando una entusiasta hardcore band texana si apre al thrash metal e alla contaminazione? La risposta sta ovviamente nel repertorio dei portentosi Power Trip, ma da oggi, davanti a tale quesito, possiamo nominare anche i giovani Judiciary e questo loro primo album “Surface Noise”, risultato della collaborazione con il sempre più noto produttore Taylor Young (Nails, Twitching Tongues, Disgrace). La prima prova sulla cosiddetta lunga distanza per la formazione statunitense è un esercizio di flessibilità per quel poderoso hardcore metallizzato che resta la prima matrice della band, anche se talvolta più per piglio sovversivo che per effettivo registro musicale. Il sound presentato sugli EP e gli split degli esordi viene qui infatti declinato in ogni possibile accezione tendente al thrash o al crossover vecchia scuola, sempre con un occhio di riguardo per il groove e per un impatto il più possibile diretto e genuino. Musica robusta e concitata, aperta a svariate influenze, ma coerente nella struttura e nel messaggio. Meno veloci e parossistici dei suddetti, ormai famosissimi, colleghi texani, i Judiciary trovano comunque la loro nicchia in un ibrido hardcore/metal senza risultare scontati. Le ritmiche sono maggiormente cadenzate e tendenti al groove, ma l’enfasi non è solo sui breakdown; emergono, al contrario, un buon gusto e una certa elasticità nel riffing di chitarra, assieme a degli stop’n’go rotondi, efficaci, che trascinano immediatamente. Se i Power Trip sono partiti dalla scena hardcore per poi spostarsi verso il metal e abbracciare soprattutto i Sepultura di “Arise”, gli Obituary o i primi Exodus, questi ragazzi compiono una simile parabola, trovando però anche in “Chaos A.D.” o nei Machine Head di “Burn My Eyes” i loro riferimenti. Questa varietà di spunti viene interpretata con correttezza da un gruppo già esperto che ha nel suo DNA la sfuriata selvaggia, ma anche l’equilibrio necessario per non apparire troppo monocorde. “Surface Noise”, con i suoi esplosivi ventisette minuti di durata, si rivela un debut album molto divertente.
