KAAMOS – Kaamos

Pubblicato il 01/03/2026 da
voto
8.5
  • Band: KAAMOS
  • Durata: 00:34:28
  • Disponibile dal: 12/05/2002
  • Etichetta:
  • Candlelight

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In una scena, quella death metal, dove ciò che riguarda il ‘nuovo old-school’ ha orami raggiunto livelli di proliferazione ridicoli, tanto da lasciare intravedere il fondo del barile, appare quasi doveroso sottolineare le differenze esistenti fra leader e follower; tra chi si approccia ad un’estetica codificata per mera indole imitativa e chi – al contrario – avverte in questa faccenda qualcosa di molto più profondo e personale, legato ad un’urgenza espressiva autentica e al desiderio di fare propri i discorsi intrecciati dai maestri di fine anni Ottanta e inizio anni Novanta.
Disquisendo di quest’ultima categoria, e tornando indietro di qualche lustro, è facile individuare in gente come Cruciamentum, Dead Congregation, Funebrarum o Grave Miasma i pionieri della riscoperta di certe sonorità oscure e tradizionali, in controtendenza rispetto alla pulizia e alla tecnica inseguite in quel periodo, complice il fatto che oggi, nonostante un’attività discografica parsimoniosa e – in alcuni casi – dei silenzi radar assordanti (basti pensare a Daryl Kahan e compagni, soltanto di recente riemersi dalla tomba con l’annuncio di un nuovo album e di un nuovo tour europeo), tutti questi nomi sono ancora attivi e citati da centinaia di realtà più giovani come delle influenze imprescindibili; in pratica, i prototipi su cui continua a venire costruito il bill di un festival come il Kill-Town Death Fest di Copenhagen, o assemblato il roster di etichette quali la Dark Descent, la Me Saco Un Ojo o la Profound Lore.

Anche parlando di underground profondo, tuttavia, ambiente nel quale le gare di enumerazione enciclopedica sono all’ordine del giorno, può capitare di lasciarsi indietro qualche pezzo, o di non soffermarsi abbastanza sull’operato di coloro che, mossisi in anticipo sui tempi, hanno finito per lasciare la proverbiale gloria agli altri, sparendo in banchi di nebbia che oggi – a venti e rotti anni di distanza – danno ancora l’impressione di essere compatti e resistenti agli sforzi di memoria del pubblico.
Fra questi, riteniamo impossibile non citare gli svedesi Kaamos, antesignani assoluti – insieme agli amici Repugnant, già trattati all’interno di questa rubrica grazie al clamoroso “Epitome of Darkness” (2006) – del filone old-school death metal contemporaneo, e autori di una manciata di pubblicazioni a dir poco folgoranti per approccio, malvagità e capacità di maneggiare suoni antichi con una padronanza degna appunto dei totem del genere.
Una formazione, quella di Stoccolma, che rispecchia appieno quel mix di fervore giovanile, fascino per l’occulto e fanatismo in salsa extreme metal che, come un fiume di veleno scuro, serpeggiava per il sottobosco musicale della nazione scandinava sul finire degli anni Novanta, e dai cui miasmi sono poi sorte band come Watain, Verminous, Tribulation, Necrovation e i suddetti Repugnant, oltre che figure come quella del compianto Timo Ketola, il cui stile pittorico ha saputo plasmare l’immaginario black e death metal dei successivi decenni (si pensi alle collaborazioni con Deathspell Omega, Funeral Mist, Lvcifyre e Teitanblood, fra gli altri).
Un crogiolo dannato in cui i suddetti generi finivano puntualmente per mescolarsi e influenzarsi a vicenda, e a cui nel 2002, dopo una gavetta avviata nel ’98, proseguita con un paio di demo e valsa al quartetto un contratto con Candlelight (che li incluse anche in una compilation con Centinex, Emperor, Insomnium e Source of Tide), venne aggiunto il qui presente “Kaamos”, esordio che in quel momento, per contenuto musicale e approccio estetico, non faticò a porsi in netta antitesi a tutto ciò che il circuito death metal ‘mainstream’ era solito offrire e rappresentare.

Nell’anno dei comunque grandi “In Their Darkened Shrines”, “Nihility” e “Zos Kia Cultus” (per citarne alcuni), e diverso tempo prima che un musicista come Anastasis Valtsanis iniziasse la sua scalata underground con il mini “Purifying Consecrated Ground” (2005), i Nostri se ne escono con un rigurgito dall’Inferno in grado di combinare un taglio diretto e quadrato, figlio degli Unleashed del periodo demo/“Where No Life Dwells”, con ventate di perfidia che, oggi come allora, non possono fare a meno di riportare alla mente quell’ibrido di black/death/thrash messo a punto da nomi di culto come Grotesque, Liers in Wait e Merciless (e quindi, di riflesso, Morbid Angel di “Altars of Madness”), per una tracklist ricercante nell’aggressione continua e in un’atmosfera dai contorni satanici (si sentano le invocazioni in apertura di “Doom of Man”, vera e propria novità per l’epoca) i mezzi attraverso cui definirsi e imporsi.
Un suono tutt’altro che criptico o poco decifrabile, basato su elettricità sferzante, riff poderosi e strutture regolari che, molto più di certe proposte pseudo-ritualistiche e cavernose in voga oggigiorno, dimostrano di immortalare l’essenza primigenia del genere, avvicinandosi al calore, alla genuinità e all’impostazione ‘senza tempo’ dei classici.
Sostanza prima dell’apparenza, insomma, nel segno di una narrazione compattissima e imbastita senza troppi calcoli, quasi che l’intento fosse solo quello di riflettere i gusti intransigenti dei suoi autori, i quali spareranno un ultimo pugno di cartucce (lo split con i Repugnant “Live in Stockholm 21.03.2003”, il full-length “Lucifer Rising” e l’EP postumo “Scales of Leviathan”) prima di sciogliersi e – di fatto – perdersi l’esplosione del fenomeno descritto in apertura, iniziato a diffondersi realmente solo dopo la pubblicazione dei vari “Graves of the Archangels” (2008), “The Sleep of Morbid Dreams” (2009) e “Convocation of Crawling Chaos” (2009).
È però qui dentro, fra le pieghe di episodi come “Corpus Vermis”, “Circle of Mania” e “Curse of Aeons”, che è possibile risalire alle origini pionieristiche del movimento, per un tuffo in una bolgia sonora che, ventiquattro anni dopo, continua a mantenere intatto il suo fascino bellicoso e indomito.

 

TRACKLIST

  1. Corpus Vermis
  2. Circle of Mania
  3. The Storm of Coming
  4. Khem
  5. Doom of Man
  6. Blood of Chaos
  7. Curse of Aeons
  8. The Chasm
  9. Cries of the Damned
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