KADAVAR – Abra Kadavar

Pubblicato il 15/04/2013 da
voto
7.0
  • Band: KADAVAR (Ger)
  • Durata: 00:41:19
  • Disponibile dal: 12/04/2013
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

Nati a Berlino e cresciuti nell’utero confortevole della Tee Pee Records, anche per i Kadavar arriva il momento di giocarsi le proprie carte su larga scala con questo nuovo “Abra Kadavar”, loro prima fatica sotto Nuclear Blast. Il nuovo platter senza dubbio parte dalle stesse solide basi di hard rock settantiano sopra le quali poggiava l’omonimo esordio, anche se ci pare di poter dire che in questa raccolta vengano amplificate istanze che in passato erano state solamente sfiorate dalla band. Se Black Sabbath, Pentagram ed Hawkwind rimangono le prime influenze dei Nostri, non si possono non segnalare echi squisitamente rock, figli di Jimi Hendrix e dei Cream. Tutto ciò all’interno di un contesto qualitativo che nemmeno stavolta arriva a toccare le eccellenze del genere, oggi rappresentate da Rival Sons e Graveyard, ma che comunque si attesta ben al di sopra della media. “Come Back Life” miscela i Cream ai Deep Purple, con un retrogusto nemmeno troppo vago di psychobilly ed una vena stoner che ammanta la seconda parte di brano, mentre la successiva “Doomsday Machine” è totalmente debitrice dei Sabbath di “Volume IV”, forse pure troppo; in effetti era dai tempi degli Sheavy che non sentivamo tanta aderenza ai canoni delle leggende di Birmingham. Lo stoner rock si fa largo anche in “Eye Of The Storm”, che si segnala per intriganti sonorità fuzz rock messe ben in mostra da una produzione decisamente buona. In questa traccia sono presenti in nuce anche delle melodie NWOBHM che però funzionano piuttosto bene nel contesto. “Black Snake” vive su sbalzi umorali hard blues piuttosto passionali che in alcuni momenti ricordano i Led Zeppelin, mentre “Dust” mischia insieme Black Sabbath e Spiritual Beggars per un risultato finale gustoso ma che sa troppo di già sentito. “Fire” è un bellissimo heavy psych muscolare e vagamente epico che mette in mostra il lato più massiccio dei Kadavar. Dopo una “Liquid Dream” che imbastardisce il classico sound proto heavy dei tardi sixties e che si segnala per l’utilizzo di un Hammond fantastico, ecco arrivare in conclusione “Rhytm For Endless Minds” con il suo incedere pacato e space e “Abra Kadabra”, delirio strumentale tra un prog degno dei King Crimson e gli Hawkwind più stonati di “Doremi Fasol Latido”. Tutto ben suonato, con la sei corde sugli scudi ed una sezione ritmica attenta e precisa, oltretutto nobilitata da una prestazione sopra le righe di Tiger dietro le pelli. Ripetiamo: i Kadavar non sono ancora paragonabili ai giganti del genere, ma “Abra Kadavar” ci riconsegna un combo vitale ed ispirato al quale manca soltanto un pizzico di personalità in più per esplodere con compiutezza. Barbe lunghe e pantaloni a zampa da soli non bastano, bisogna osare di più e ci pare di poter dire che i tre berlinesi abbiano il colpo in canna pronto per essere sparato.

TRACKLIST

  1. Come Back Life
  2. Doomsday Machine
  3. Eye Of The Storm
  4. Black Snake
  5. Dust
  6. Fire
  7. Liquid Dream
  8. Rhythm For Endless Minds
  9. Abra Kadabra
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