KAKTUS PROJECT – Superstition

Pubblicato il 09/10/2011 da
voto
7.0
  • Band: KAKTUS PROJECT
  • Durata: 00:55:26
  • Disponibile dal:
  • Etichetta: Metalodic Records
  • Distributore:

Cominciamo togliendoci un sassolino dalla scarpa. Il monicker Kaktus Project è uno dei più penosi che ci sia mai capitato di sentire! A parte però questa critica sul nome della band (o meglio del progetto), dobbiamo ammettere che non si può muovere alcuna altra accusa a carico di questo “Superstition”, che si presenta come un buon disco di heavy metal classico dalle venature power, in grado in molti punti di stupirci per la sua immediatezza e per la freschezza delle idee in esso contenute. La storia dei Kaktus Project affonda le sue radici nel 2008, quando il chitarrista/compositore francese Sylvain Rouvière decide di registrare le idee avute fino a quel momento servendosi di un nutrito team di collaboratori, scelti tra volti noti o del tutto sconosciuti della scena metal orientata alla melodia ed al power. La qualità delle idee del compositore transalpino deve essere sicuramente piaciuta, visto che della partita sono stati anche grossi nomi quali Oliver Palotai (Kamelot), Oliver Hartmann (AtVance), Henning Basse (Sons of Season, Metalium), Mike Dimeo (Masterplan) e Amanda Somerville. Con questo quasi dream team al servizio delle sue idee, il chitarrista francese riesce nell’intento di produrre un buon disco, caratterizzato da uno spiccato gusto melodico e mai noioso, che si fa ascoltare con piacere dalla prima all’ultima traccia. Pur non presentando novità di rilievo nel campo, la sola qualità delle composizioni, la bravura degli interpreti e, non ultima, anche la perizia nell’eseguire assoli di chitarra significativamente lunghi e complicati, bastano a far sì che si possa parlare di un debutto più che positivo. A cavallo tra i dischi di Axel Rudi Pell (anche lo stile solistico ricorda tanto quello del biondo axeman tedesco), l’hard rock e ancora qualcosa del repertorio delle band power melodico quali Freedom Call o Sonata Artica, “Superstition” vive di canzoni mediamente di buon livello, con alcuni interessanti picchi compositivi quali ad esempio la title-track, quasi progressive nell’incedere, oppure la bella “Farewell”, con il suo lungo ed ispirato assolo finale. Contro le nostre aspettative, il disco risulta promosso anche alla cosiddetta ‘prova del lento’ – prova che spesso si rivela fatale per i gruppi di power melodico – con la bella “Tonight”, power ballad di classe resa interessante dai tasti d’avorio di Palotai e da una sentita interpretazione della Somerville, come sempre adattissima nei frangenti più zuccherosi della musica metal. Senza porsi l’obiettivo di distruggere il mondo o particolari altri traguardi, “Superstition” è un disco sicuramente piacevole, che consigliamo agli amanti del metal classico più melodico e a tutti gli amanti di Axel Rudi Pell, più di una volta citato nel corso di questi tredici pezzi. Un ultimo plauso va alla riuscita cover di “Bohemian Rhapsody”, ottima reinterpretazione di una canzone tra le più amate al mondo e quindi notoriamente ostica da coverizzare.

TRACKLIST

  1. Farewell
  2. Superstition
  3. Above The Flames
  4. Tonight
  5. Possession
  6. The Sadness
  7. A Dark Room
  8. Alone In The Dark
  9. Cold In The Night
  10. I'm Living In My Death
  11. My Tears
  12. My Resurrection
  13. Bohemian Rhapsody
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