KAMELOT – Haven

Pubblicato il 24/05/2015 da
voto
8.0
  • Band: KAMELOT
  • Durata: 00:53:59
  • Disponibile dal: 01/05/2015
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

La situazione dei Kamelot alla vigilia della pubblicazione di “Haven”, analizzandola ora, non sembra così diversa da quella dei Nightwish per “Endless Forms Most Beautiful”.  Certo, per la band di Holopainen la presentazione della nuova voce avveniva con quell’album, mentre noi il biglietto d’ingresso di Karevic l’avevamo già visto e validato, ma è altresì vero che lo scorso album “Silverthorn” non gettava le basi per un ‘nuovo corso’ per i Kamelot, lasciando quindi spazio per possibili sorprese su quest’aspetto. Per quanto (almeno chi scrive) “Silverthorn” risulti tutt’ora un album ben fatto, dannatamente affascinante e molto artistico, sotto il profilo della personalità non era un prodotto in grado di scuotere in maniera significativa le fondamenta del Kamelot-sound. Il nuovo cantante molto simile al vecchio, quasi un clone, le composizioni tipicamente Youngblood anche se con una più massiccia presenza di Oliver Palotai sul pentagramma e l’equilibrio tra power, sinfonico e progressive che tutto sommato rimaneva invariato, non ci dava vere e proprie novità… se non l’unica presa di posizione vera effettuata su “Silverthorn”, che riguardava la maggior accessibilità generale e l’utilizzo aumentato di melodie più ariose rispetto agli ultimi, cupi, capitoli da “The Black Halo” in poi. A voler essere onesti, nemmeno “Haven” non fa niente per spazzare in maniera definitiva il tavolo da gioco, ma con un’abile mossa ne varia l’aspetto, facendo sparire alcune carte e buttandone giù altre in un ordine diverso. Dal gioco a fiori si passa al gioco a quadri, potremmo dire, però sempre della stessa partita di tratta, una partita tra l’altro che i Kamelot sembrano sempre più sicuri di poter vincere. L’approccio maggiormente diretto rimane, ma la relativa ‘solarità’ di “Silverthorn” scompare, coperta dal caliginoso velo malinconico che caratterizzava “Ghost Opera”. La maggior sinfonicità degli ultimi album si avverte ancora, ma il costrutto è forse più simile a “Karma” di quanto ci saremmo aspettati. “Haven”, insomma, è un album fortemente Kamelot, che gioca con carte già viste ma mai associate in quella maniera. L’intero disco è una sorta di viaggio sulle montagne russe: l’iniziale “Fallen Star” è un monumento di melodia ed eleganza, in grado di esaltare da subito la prestazione spettacolare di Karevik e di darci subito uno scorcio sulla visione sull’intero album, col pianoforte delicato a rappresentare il periodo post “The Black Halo” e il riff di chitarra introduttivo invece a parlarci degli anni di “Epica”. Il singolo “Insomnia” dipinge oscuri paesaggi strappati alla produzione più recente, come fa anche la bella “Veil Of Elysium”, ma alcuni passaggi come il masterpiece “Citizen Zero” preferiscono parlare di un tentativo di sperimentazione maggiore, che tradisce la voglia da parte di Youngblood di assemblare in maniera diversa gli elementi a sua disposizione. Episodi oscuri come “My Therapy” e “Beautiful Apocalypse” permettono a Palotai e Karevic di rivestire con colori sfumati l’album e dimostrare la loro consueta classe e eleganza, ma c’è anche molta sostanza nel forsennato drumming di Grillo su “Liar Liar” (qui sì che siamo tornati a “Karma”!), ed è una sostanza che a conti fatti su “Silverthorn” forse mancava. Insomma, evitando un’analisi di tutte le tracce che, probabilmente, avrete già sentito, il nostro parere finale è che l’intero album risulti dal punto di vista della personalità comunque superiore a “Silverthorn”. Più focalizzato e inquadrato, l’album mostra una band convinta del proprio nuovo frontman (come si fa a non esserlo? Karevic è una bomba) e paga solo lo scotto di una minore fruibilità, campo in cui “Silverthorn” risulta ancora superiore. Confermiamo quindi il voto dato al predecessore, e ne consigliamo l’ascolto: i Kamelot non sono cambiati, e di frecce al loro arco ne hanno ancora parecchie… provare per credere!

TRACKLIST

  1. Fallen Star
  2. Insomnia
  3. Citizen Zero
  4. Veil Of Elysium
  5. Under Brey Skies
  6. My Therapy
  7. Ecclesia
  8. End Of Innocence
  9. Beautiful Apocalypse
  10. Liar Liar
  11. Here’s To The Fall
  12. Revolution
  13. Haven
27 commenti
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