KAMELOT – The Black Halo

Pubblicato il 15/03/2005 da
voto
8.0
  • Band: KAMELOT
  • Durata: 00:58:43
  • Disponibile dal: 14/03/2005
  • Etichetta: SPV Records
  • Distributore: Audioglobe

Se il precedente “Epica” (prima parte ispirata al “Faust” di Gothe) – davvero ben realizzato ma in sostanza privo dell’immensa qualità a cui la band ci aveva abituati – aveva lasciato un po’ di amaro in bocca, soprattutto a causa della pressoché totale assenza delle geniali intuizioni insite nel DNA degli americani, al contrario la nuova fatica della band (seconda e ultima parte del concept iniziato col disco precedente) si presenta sotto tutt’altra forma, risultando davvero fresca e convincente sotto ogni punto di vista. Il lavoro di Thomas Youngblood alla sei corde è ispiratissimo e meritevole di produrre un rifferama molto variegato, al completo servizio dell’atmosfera che la composizione di turno richiede: si passa quindi con disinvoltura da riff oscuri ad altri molto più ariosi e melodici, da classicissime partiture heavy ad altre più progressive, sempre con quel naturale tocco di modernità essenziale per conferire freschezza all’intera opera. Merito di ciò è anche la prova alle tastiere di uno dei produttori, Miro (l’altro è Sascha Paeth), perfetto nello scegliere sempre i suoni più indicati e le orchestrazioni più calzanti. Immensa, come sempre, la prova dietro al microfono di Khan, capace di sublimare qualsiasi parola esca dalla sua bocca. Questo perfetto lavoro di squadra è completato in maniera soddisfacente dal bassista Barry e dal drummer Grillo, autori di una prova precisa e devastante. Insomma, ad un primo attento ascolto la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un lavoro estremamente ragionato e ben assortito; il tempo di schiacciare nuovamente il tasto ‘play’ sullo stereo, ed ogni canzone non fa altro che confermare quanto ravvisato in un primo momento. Impossibile non rimanere colpiti già dall’opener “March Of Mephisto”, song oscura in cui l’ospite Shagrath dei Dimmu Borgir si contrappone in maniera dirompente all’eterea voce di Khan, alzando in maniera considerevole il tasso di malignità presente nel pezzo, connotato, questo, capace di risorgere in maniera prepotente anche in “Memento Mori”, “Serenade” e nell’intermezzo darkeggiante di “Soul Society”. Davvero perfetta “When The Lights Are Down”, in grado di sintetizzare tutto quello che troviamo nel disco, ossia: andamenti sperimentali dal flavour modernista, cori meravigliosi, chitarre tuonanti sempre ben amalgamate a suadenti melodie e repentini cambi di tempo. Da segnalare anche “Un Assassinio Molto silenzioso”, puro cabaret – inedito per una band metal – affidato al cantato in italiano di Cinzia Rizzo. “The Black Halo” non lascia neanche un minuto alla noia, e può senz’altro essere annoverato tra quei dischi che rivelano tutta la loro magnificenza ascolto dopo ascolto. Da avere.

TRACKLIST

  1. March Of Mephisto
  2. When The Lights Are Down
  3. The Haunting (Somewhere In Time)
  4. Soul Society
  5. Intrlude I: Dei Gratia
  6. Abandoned
  7. This Pain
  8. Moonlight
  9. Interlude II: Un Assassinio Molto Silenzioso
  10. The Black Halo
  11. Nothing Ever Dies
  12. Memento Mori
  13. Interlude III: Midnight - Twelves Tolls For A New Day
  14. Serenade
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