KARFAGEN – Land Of Green And Gold

Pubblicato il 12/02/2022 da
voto
7.5
  • Band: KARFAGEN
  • Durata: 00:57:53
  • Disponibile dal: 07/01/2022
  • Etichetta:
  • Caerllysi Music

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Antony Kalugin è un musicista e compositore ucraino dedito al prog nelle sue diverse forme, che da noi non ha ottenuto ancora molto successo, ma ha alle spalle ormai diversi album, pubblicati sia da solista sia con numerosi progetti, tra i quali spiccano Hoggwash, Sunchild e, in questo caso, Karfagen; ogni uscita raggiunge le vette delle classifiche di fine anno dei siti specializzati e, con le sue band, il prolifico artista ha calcato i palchi di tutti i festival di settore più importanti.
Questo nuovo “Land Of Green And Gold” è composto, come da copione del prog più classico, da pezzi articolati e suite divise in diverse parti dalla durata considerevole, con qualche breve intermezzo a fare da introduzione. Da sempre, in ogni sua uscita Kalugin è solito muoversi liberamente all’interno del suo universo musicale, senza limitarsi ad un solo sottogenere, e questa volta siamo dalle parti di un symphonic prog in cui fanno capolino suoni anni ’70, con riferimenti anche al prog italiano dell’epoca, fusion e Canterbury Scene (forse non a caso il titolo scelto ricorda “In The Land Of Grey And Pink” dei Caravan), strumentale per quasi tutta la durata del disco e con arrangiamenti abbondanti e ricercati; ma ciò che permea ogni singolo pezzo è una spiccata attitudine jazz, presente in tutti i brani, tanto che addirittura il capitolo conclusivo, inserito come bonus track, è intitolato “Land Of Jazz”, ed è per la maggior parte della durata un intricato intreccio tra piano e fiati. Pur trattandosi di un lavoro imperniato principalmente sulle tastiere, suonate dal leader della band, molto elaborato è il lavoro delle chitarre, tra riff ed assoli dal gusto fusion ed arpeggi acustici. Come in ogni album dei Karfagen, la lista degli ospiti è piuttosto nutrita, con musicisti di spessore della scena ucraina che vanno ad arricchire l’opera con strumenti atipici, ed in questo caso in particolare in evidenza è il sassofono, praticamente onnipresente, mentre il flauto conferisce un’atmosfera folkeggiante alla lunga “Land Of Gold” ed anche la fisarmonica è presente in più di un frangente (“Solis Festum”, che ha qualcosa della PFM).
“Land Of Green And Gold” potrà non essere il più rappresentativo tra gli album realizzati dal musicista di Kharkiv, e neanche quello più affine ai gusti del lettore di questo sito (il consiglio è di rivolgere le attenzioni a “Synesthesia” oppure a “As Far As The Eye Can See”), ma è sicuramente una buona occasione, per gli appassionati di prog in senso più stretto, di scoprire un artista ormai conosciuto a livello internazionale e che meriterebbe un pubblico più vasto anche dalle nostre parti.

TRACKLIST

  1. Chapter 1: Land Of Green
  2. Kingfisher And Dragonflies (Part 3)
  3. Land Of Green (Part 1)
  4. Land Of Green (Part 2)
  5. Solis Festum
  6. Land Of Green (Part 3)
  7. Pastoral
  8. Chapter 2: Land Of Gold
  9. Garden Of Hope (Part 1)
  10. Land Of Gold
  11. Chapter 3: Land Of Jazz (bonus tracks)
  12. Garden Of Hope (Part 2)
  13. Land Of Jazz
  14. Land Of Jazz (outro)
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