KARL MARX WAS A BROKER – Alpha to Omega Director’s Cut

Pubblicato il 18/01/2014 da
voto
7.5

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Nati come duo basso/batteria nel 2009, dall’incontro tra Marco Filippi (basso) e Gianluca Ingrassia (batteria), i Karl Marx Was A Broker si evolvono in un trio durante il giugno 2012, grazie all’ingresso del chitarrista Stefano Tocci (dagli Incoming Cerebral Overdrive), e, dopo aver pubblicato un EP omonimo e un album intitolato “Alpha to Omega”, pubblicano nel corso del 2013 una seconda versione di quest’ultimo, riarrangiata con chitarra e sintetizzatori. Una curiosa domanda da porsi è: cosa possono avere dei pistoiesi come questi ragazzi in comune con le anguille? Apparentemente ben poco, eppure chiunque abbia vissuto un po’ di mare sa che le anguille, se prese per una parte “sfuggono dall’altra”: ascoltare la musica dei KMWAB dà esattamente questa sensazione, essendo un’esperienza priva di punti di riferimento stilistici preferenziali e quindi variegata, al servizio del concetto di mutazione. “Alpha To Omega Director’s Cut” è un album strumentale che sovrappone al rock, di matrice settantiana, jazz e riffing geneticamente ibrido tra stoner e sludge, avvalendosi di sintetizzatori (capaci – ad esempio – di accrescere la significatività emotiva di “Eight”, altrimenti un pezzo solo teso tra doom e rock) e scandendo ritmiche fluide che in alcuni passaggi paiono ispirate dal funky propriamente detto, creando un groove concreto e – diremmo – ballabile, come avviene in “AralSee”. Una caratteristica fondamentale nel songwriting di questi ragazzi è rappresentata dalla sinergia tra cambi di tempo e variazioni, tali da esaltare gli uni le altre, col risultato di forgiare pezzi dalle strutture cangianti, talvolta anche imprevedibili, tuttavia mai tanto caotiche da non “tornare”, così che l’ascolto risulti sempre imperniato su una concezione musicale dinamica ma ordinata, come esemplificato in “Three” e “Nine”. I KMWAB sanno mostrare anche muscoli e follia: se “DD” può assomigliare ad una jam tra i Mastodon (per il suo carattere percussivo) e i Primus (per l’uso del basso), nella stessa “Three” emergono echi dei The Dillinger Escape Plan, che portano la canzone a proporsi come una sorta di loro versione rock. Da tenere in forte considerazione è la canzone “Teletubbie”, che riesce ad impersonare al meglio il concetto portante dell’album (la mutazione, dicevamo) e che cambia pelle da “cavalcatella” insolente a brano “epico”, fino a divenire un viaggione con ripresa che scivola nell’onirismo multiverso di “Seven”. In sostanza, “Alpha To Omega Director’s Cut” è un curioso disco, non immediatissimo ma godibile, cui prestare dell’attenzione qualora vi sentiste motivati a cercare dell’originalità: forse avremmo preferito un suono più possente e non solo prevalentemente saturo, ma di certo non manchiamo di consigliarlo!

PS: quest’album è disponibile anche sotto l’etichetta Flash Drugstore Records.

TRACKLIST

  1. DD
  2. Live Slow
  3. Eight
  4. Three
  5. Nine
  6. Teletubbie
  7. Seven
  8. Two
  9. AralSee
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