KARMAKANIC – Dot

Pubblicato il 05/09/2016 da
voto
7.0
  • Band: KARMAKANIC
  • Durata: 00:50:16
  • Disponibile dal: 07/22/2016
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Sony

Ci tocca andare in controtendenza, per una volta. Anche se in rete si stanno leggendo grandi cose relativamente al nuovo disco, il quarto, dei Karmakanic di Jonas Reingold, stavolta non ci sentiamo di condividere appieno tutto questo entusiasmo. “Dot”, infatti, pur essendo un buon album, ci ha lasciato per certi versi un po’… ‘tiepidini’, prima di tutto quando confrontiamo questo lavoro con pilastri del passato della band stessa quali “Who Is The Boss In The Factory?”, ma anche se lo affianchiamo agli ultimi lavori di Kaipa o Haken, i secondi dei quali hanno tra l’altro inciso l’ottimo “Affinity” proprio nell’anno in corso. A convincerci comunque non è l’aspetto compositivo, né tanto meno quello meramente tecnico, poiché il fatto che agli strumenti e alle voci del gruppo di Reingold si alternino signori esecutori è cosa ben nota e – come è lecito attendersi – la qualità, quella vera, gronda da ogni solco di questo album, così come la classe nell’accostare sul pentagramma le singole note. Forse, ciò su cui a nostro avviso i Karkakanic avrebbero potuto fare meglio sta nel confezionamento del lavoro in sé, nel modo in cui esso ci viene presentato, ecco. La struttura, infatti, è proprio l’aspetto che meno abbiamo digerito dell’intero lavoro, e vi spieghiamo il perché. Dopo la breve introduzione “Dot” (più una traccia fantasma che altro) l’album si apre col suo pezzo più lungo, la suite “God, The Universe And Everything Else No One Really Cares About – Part I”, un enorme monolito di quasi ventiquattro minuti. Si trattasse di un EP, e ci fosse solo questa traccia, la nostra recensione avrebbe tutto un altro tenore: il brano in sé ha tutto quello che possiamo desiderare da un pezzo prog/rock sulla scia dei nomi citati in precedenza. Cori, passaggi acustici, momenti sognanti, assoli incredibili e testo metafisico: non fosse per una nostra, personale, predilezione per i già citati Haken, saremmo sicuramente qui a parlarvi di un validissimo avversario a quanto ascoltato qualche mese fa nell’ottimo “Affinity”. Il punto è però che l’album non è un mini EP, e pertanto non finisce qui. La traccia successiva, “Higher Ground” è comunque un ottimo brano, arioso, interessante, di lunghezza più contenuta (‘solo’ dieci minuti) contiene anch’esso ottime intuizioni soprattutto a livello chitarristico e vocale, con un Goran Edman davvero sugli scudi. Terminata però quest’altra, ottima, traccia, ci troviamo ancora con tre brani da sentire e… meno di un terzo del minutaggio a disposizione. Gli ultimi tre brani, infatti, scompaiono in meno di quindici minuti, tra l’altro con l’ultima traccia “God, The Universe And Everything Else No One Really Cares About – Part II” a richiamare sfacciatamente la prima, non aggiungendo quindi all’impianto molto al di fuori di un buon assolo sul basso fretless. Insomma l’impressione generale, purtroppo, è quella di un album costruito attorno a un’unica solida traccia con altri tre pezzi di contorno, di cui uno solo (“Higher Ground”) davvero valido e all’altezza del resto del materiale. A parte con la lunga suite, i Karmakanic stavolta non ci hanno stupito, e la classe degli Haken, o la visione a 360° dei The Tangent, risultano stavolta un po’ lontane. Peccato, perché “God, The Universe And Everything Else No One Really Cares About – Part I” è davvero tanta roba…  avrebbe forse giovato di scelte più complete a contorno, tutto qui. Del resto, è meglio ripeterlo, non aspettatevi comunque musica brutta da “Dot”, che su queste tracce non si sa proprio dove stia di casa, e il voto infatti è comunque quello di un buon album. Peccato solo non avergli potuto dare di più. Peccato davvero.

TRACKLIST

  1. Dot
  2. God, The Universe And Everything Else No One Really Cares About – Part I
  3. Higher Ground
  4. Steer By The Stars
  5. Travelling Minds
  6. God, The Universe And Everything Else No One Really Cares About – Part II
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