7.0
- Band: KARMIAN
- Durata: 00:40:45
- Disponibile dal: 20/03/2026
- Etichetta:
- Rockshots Records
Spotify:
Apple Music non ancora disponibile
I modenesi Karmian tornano a farsi sentire sulle scene metalliche dopo un’assenza durata non poco, risalendo al 2018, infatti (ormai otto anni fa), il loro debutto sulla lunga distanza intitolato “Surgere Et Cadere”, un’autoproduzione valida ma stolidamente attestatasi nel mezzo della pletora (per quantità e qualità) delle uscite discografiche del loro genere, un death metal melodico moderno e sui generis che allunga le proprie ramificazioni in molteplici altri sottogeneri della nostra musica prediletta.
Il quintetto emiliano, per tre quinti formato dai membri fondatori Nicolas Badiali (batteria), Andrea Baraldi (chitarra) e Andrea Bertolazzi (voce, in realtà subentrato dopo qualche tempo dalla fondazione avvenuta a nome When The Storm Broke), ha accolto nel 2022 le due nuove leve Luca Marmi (basso) e Michele Perla (chitarra), a completamento di una formazione comunque agguerrita e ben assortita che, se solo fosse più continua e ‘prezzemolina’ nelle sue (invece fugaci) apparizioni, di certo potrebbe ambire a ben più della manciata di applausi loro dedicata ogni cinque-sei anni.
Sì, perchè a tutti gli effetti parliamo di una band in giro da parecchio tempo, come Karmian ufficialmente dal 2011, ma sono da datare ancor più indietro le loro origini, con altri nomi e probabilmente altre ambizioni.
Oggi siamo convinti di quanto i cinque nostri portacolori vogliano tirare fuori dal cilindro ‘semplicemente’ la loro musica migliore del momento e darla in pasto a chiunque voglia dar loro una chance; e – dobbiamo ammetterlo – con il secondo “Horror Vacui” la qualità si è degnamente alzata.
Si continua a non inventare niente, sia chiaro, ma ciò non è più una colpa da qualche lustro, per cui ci si trova fra le orecchie un lavoro potente e discretamente ispirato che, partendo dal death metal melodico più ferale e veloce, va a spaziare in campi thrash metal, metal-core, death-core, groove metal, black melodico e, insomma, in tutti quei dipartimenti metallici che servono a dare dinamicità, brutalità ed epicità alla più adrenalinica musica estrema.
Siamo dunque dalle parti, se dovessimo farvi qualche nome, di At The Gates, Dark Tranquillity di metà carriera, Heaven Shall Burn, Night In Gales, primi Soilwork, giusto per citarvi band facilmente riconoscibili fra i solchi di “Horror Vacui”. Fino ad arrivare poi alla netta vicinanza, ad esempio nel singolo cantato in italiano “Libido Et Mors”, ai corregionali Malnàtt.
Nove le tracce di questo album, giuste per farcelo gustare nelle dosi corrette, quaranta minuti di assalto al fulmicotone che non restano fini a se stessi, ma si ritagliano la loro piacevole fetta di utilità nell’arco dell’intera proposizione.
Prese singolarmente, le varie “Beyond The Dream Gate Of Fear”, la più thrashy “Beastmaster Of The Void”, l’opener “One Shining Bubbles” e la più deathcore-oriented “Gott Mit Uns Nicht” (qui gli Heaven Shall Burn hanno davvero lasciato il segno) sono ben eseguite e ben composte, dotate di un tiro assassino, nonostante si tratti di roba stilisticamente trita e ritrita: ma, ci ripetiamo, i Karmian non cercano l’originalità, hanno nelle vene questo suono e lo ripropongono con onestà e capacità, mettendoci il più possibile anche del loro, infarcendo i brani di assoli, lasciando a briglie sciolte i grugniti e le grida di Bertolazzi, oppure, ad esempio nel pezzo preferito di chi scrive, “The Call Of The Abyssal Bell”, trovando la quadra completa grazie ad un brano di sei minuti che coniuga l’incipit mistico e corale ad un arpeggio stupendo, per poi deflagrare con un’enfasi ed una potenza ammirabili.
La sezione ritmica supporta magistralmente e con la dovuta, tellurica fantasia un rifframa derivativo sì, ma sempre puntuale e portante allo scapocciamento automatico con continuità, anche supportato da una produzione perfetta per il genere.
Scritto della non indifferente componente lirica del combo, che occupa i testi del disco narrando le vicende, approfondendone al contempo gli esiti psicologici e psichiatrici, di nove famosi assassini italiani, tra i quali possiamo indicarvi le Bestie di Satana, Gianfranco Stevanin e Sonya Caleffi, resta poco altro da esporre su “Horror Vacui” e sui Karmian: non sarà questo il disco che cambierà loro la vita e che cambierà la vostra, di vita, ma se nei quaranta minuti di minutaggio troverete la voglia di farlo ripartire subito non appena sarà finito… ebbene, i ragazzi avranno vinto ed il vostro tempo sarà solo guadagnato. Onesti e massicci.
