KATATONIA – Discouraged Ones

Pubblicato il 11/06/2017 da
voto
9.0
  • Band: KATATONIA
  • Durata: 00:46:51
  • Disponibile dal: 27/04/1998
  • Etichetta: Avantgarde Music
  • Distributore: Self

“Discouraged Ones” segna un importante cambiamento per i Katatonia: il death/doom degli esordi viene in (gran) parte accantonato e in parte trasfigurato in favore di un sound personalissimo e di difficile definizione. Non arriva però come un fulmine a ciel sereno, a fare da apripista c’è l’EP “Saw You Drown” –  in copertina il nuovo logo – ottimo preludio di ciò che sarà di lì a poco. L’aspetto più evidente è l’abbandono del growl da parte di Renkse in favore di uno stile vocale pulito, spesso sussurrato e minimale. Minimale è una delle parole chiave dell’intero lavoro, infatti le linee di chitarra e batteria sono semplici e scarne, dunque via gli orpelli e via il death metal. I Katatonia vanno dritto all’essenziale e lo fanno mescolando al doom chiare influenze dark rock e alternative, con una vena che è più acida che catacombale. I toni si fanno più soft, musicalmente parlando, ma siamo ben lontani dal poter considerare questa svolta stilistica come vicina all’easy listening. In questa nuova forma, gli svedesi danno vita ad un album che è un autentico macigno sul petto, talmente intenso da poter risultare emotivamente doloroso. Il gruppo che mette in musica visioni horror romantiche e maligne non esiste più (il distacco verso tematiche più personali e uno stile compositivo più asciutto era già iniziato con “Brave Murder Day”), o meglio si è evoluto in una creatura disturbata ed inquieta, vittima di demoni che sono interiori e metropolitani più che sovrannaturali e gotici. “I Break” non lascia dubbi in merito: la formula strofa – ritornello – strofa – ritornello è quella che caratterizza quasi tutte le composizioni, dando un senso di compattezza al disco, che vive soprattutto di riff ripetuti ossessivamente e brevi e preziose aperture melodiche. Ben undici brani tra i quali solo due superano appena i cinque minuti, a formare un monolite depressive rock che avrà parecchia influenza sulla nascente scena depressive black metal e non solo. “Deadhouse” è uno dei pezzi più conosciuti dell’album – riproposto a volte tutt’ora in sede live – nel quale fanno capolino timidi accenni trip hop, “Gone” il momento nel quale la disperazione è forse più intensa e allo stesso tempo ottundente. Non ci sono canzoni-riempitivo, nessun brano gira a vuoto, e nonostante i pezzi siano simili per quanto riguarda struttura e sonorità, ciascuno possiede una propria anima: “Distrust” e “Cold Ways” sono tra i momenti più alti, complice il nuovo approccio alle vocals che – pur derivando in prima battuta da esigenze di natura fisica – riesce a dare grande forza emotiva alle canzoni. Fatte salve le considerazioni già espresse, il legame con il precedente “Brave Murder Day” da un punto di vista stilistico è ben visibile, mentre la band che darà alle stampe dischi come “Night Is The New Day” è ancora lontana anni luce. Sono lontani la produzione pulita, le influenze à la Tool, il contratto con una major e il favore del grande pubblico.  “Discouraged Ones” è un disco vibrante e opprimente allo stesso tempo, capace di momenti che non è sbagliato definire catchy (“Last Resort”), eppure anche il più intrinsecamente catatonico – nel senso prettamente psichiatrico  – sporco e totalmente genuino. Ecco perché non può essere definito un disco di transizione, bensì la fotografia di un uno splendido stato di (dis)grazia.

TRACKLIST

  1. I Break
  2. Stalemate
  3. Deadhouse
  4. Relention
  5. Cold Ways
  6. Gone
  7. Last Resort
  8. Nerve
  9. Saw You Drown
  10. Instrumental
  11. Distrust
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