KATTAH – Lapis Lazuli

Pubblicato il 07/11/2014 da
voto
7.0
  • Band: KATTAH
  • Durata: 00:48:30
  • Disponibile dal: 28/10/2014
  • Etichetta:
  • Bakerteam Records
  • Distributore: Audioglobe

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Gli Angra e il buon Bruce Dickinson hanno lasciato un solco considerevole nella musica di questi Kattah… la giovane compagine carioca non fa infatti mistero del proprio amore per la musica dei succitati artisti e “Lapis Lazuli” sembra in effetti essere il frutto di questo sincero e accorato sentimento. Heavy/power metal vagamente progressivo è dunque la proposta che ci fanno i Kattah, una base che conosciamo bene e che, come succedeva nel caso dei primi dischi della ex band di André Matos, viene impreziosita da sapienti sfumature provenienti dalla musica etnica. Influssi tradizionali che però in questo caso non si rifanno alla cultura musicale brasiliana o latina ma pescano piuttosto dal substrato musicale e visivo della cultura araba e mediorientale, peraltro da sempre piena di input e di suggestioni che bene si sposano con le sonorità metalliche. Aggiungendo a questa interessante base di partenza un cantante veramente bravo come questo Roni Sauf (incredibile quanto assomigli a Bruce Dickinson per tonalità e stile) e una coppia di chitarristi che ricorda quella degli Angra Bittencourt/Mariutti, otteniamo quindi la formula per un album di gran presa e di buon appeal, forse non originalissimo (sarebbe sbagliato sostenerlo) ma di sicuro interesse da parte di una vasta frangia di ascoltatori. La produzione sonora, poi, è un ulteriore prezioso tassello che si va ad aggiungere ad un quadro complessivo decisamente buono: la mano di un veterano come Roy Z (l’abbiamo visto all’opera diverse volte, tra l’altro spesso proprio con Bruce Dickinson) per prodotti di questo tipo si sente eccome. Senza entrare nel merito di tutte le tracce una per una, vi possiamo comunque dire che, sempre che siate amanti di certe sonorità, troverete grandi soddisfazioni nell’ascolto della coinvolgente opener “Behind The Clay”, nelle arabeggianti sonorità di “Apocalypse” (da applausi l’intro) e nelle tentazioni prog di “Rebith Of The Pharaoh”, brano in cui emerge anche un buon lavoro dei Nostri nella direzione di scoprire qualcosa di nuovo. Curiosamente, troviamo buone parole anche per la ballad “Land Of God”, fortunatamente non banale come quelle cui ci hanno ormai abituato la schiera di bandicciole power metal che saturano la scena. Stiamo parlando di un disco certamente non molto personale o originale, questo ve lo sottolineiamo, però i meriti quando ci sono vanno sempre riconosciuti e così non possiamo non segnalarvi la grande ascoltabilità e l’ottimo gusto melodico ed esecutivo che quest’album trasuda da ognuno dei suoi dieci solchi.

TRACKLIST

  1. Behind The Clay
  2. Inside My Head
  3. Apocalypse
  4. Alpha Centaury
  5. Vetus Espiritus
  6. Rebirth Of The Pharaohs
  7. The Hidden Voice
  8. Lapis Lazuli
  9. A Capoeira
  10. Land Of God
  11. You Will Never Be Dead
  12. Untitled
1 commento
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