KAWIR – Αδράστεια

Pubblicato il 14/01/2020 da
voto
8.0
  • Band: KAWIR
  • Durata: 00:40:55
  • Disponibile dal: 10/01/2020
  • Etichetta: Iron Bonehead Prod.
  • Distributore:

Streaming:

‘Ineluttabile’: non esiste una parola più completa per descrivere Adrestia, insieme emanazione ed ancella della dea Nemesis nella mitologia greca. In apparenza meno conosciuta di altre divinità del pantheon, questa figura racchiude in sé uno dei concetti cardini della cultura ellenica, quell’impossibilità di scappare da un destino già segnato che rende tragica ed eroica l’esistenza contingente di dèi ed umani.
Tragicità ed eroismo sono infatti le due anime che, stavolta come non mai, permeano il nuovo album dei Kawir: “Αδράστεια” è infatti la prima perla, funesta e bellicosa, che l’Iron Bonehead ci regala in questo 2020 ancora agli albori. Quaranta brevissimi minuti in cui il black metal tetragono di Therthonax e compagni d’arme si ibrida con le sonorità mediterranee; un connubio che ha fatto la fortuna di uno dei generi più estremi della musica e di cui i Kawir sono tra le punte di diamante, status ribadito ancora una volta da un lavoro senza orpelli superflui o sbavature, in cui riff abrasivi, ritmi cadenzati e momenti più evocativi sono miscelati con la sicurezza e l’abilità dei veterani, senza mai risultare ostici o, peggio ancora, monotoni. Coadiuvato da una produzione attenta, mai dozzinale o affettata, e da un paio di comparsate azzeccate, il disco si arricchisce di sfumature nuove (crediamo ancora più vive una volta letti i testi) con gli ascolti, linfa nera e tremendamente pulsante nelle vene di un genere mai domo: dallo stasimo d’entrata “Tydeus”, in cui un coro baritonale confluisce in un intenso riff-paradigma di come nella scuola greca si sono interpretati i dettami del black, passando per la sfuriata impietosa di “Danaides” (impreziosita da un assolo di Ashmedi dei Melechesch, non indispensabile ma decisamente in linea con l’atmosfera del disco), i Kawir mettono in musica alcuni tra gli episodi più drammatici della mitologia greca, in cui la pressione del destino affoga spesso nel sangue la volontà umana, con particolare riguardo alle figure femminili attrici ed esecutrici di tale forza. Così l’entità Adrestia viene dipinta con pennellate musicali tanto brutali quanto sontuose: in “Atlanti” il comparto ritmico martella instancabile come un Titano su uno dei riff più acuminati del disco – crediamo un omaggio reinterpretato degnamente, più che un plagio, a “King Of A Stellar War” dei Rotting Christ, mentre “Colchis”, emblema di terra impregnata di magico e funesto, ha come punto di forza la voce potente e mistica di Lindy-Fay Hella, innestata su un impianto acustico ipnotico ed arcaicheggiante. E’ però con “Medea”, posta degnamente in chiusura, che si arriva al momento migliore dell’intero platter: otto minuti e mezzo che mettono in scena rabbia, pazzia, magia e miasma, dove ogni strumento è valorizzato nel proprio lavoro e si armonizza con gli altri grazie ad un songwriting ispirato che da sempre si origina da una semplicità strutturale nuda e e con pochi compromessi, capace di coniugare la violenza muscolare di basso e batteria con il lavoro abrasivo delle chitarre e dei latrati disperati di Porphyrion.
Per ora, uno dei loro lavori più riusciti: livido, acuminato ed essenziale. L’anno non poteva cominciare meglio.

TRACKLIST

  1. Tydeus
  2. Atalanti
  3. Danaides
  4. Limniades
  5. Colchis
  6. Medea
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.