KEE MARCELLO – Scaling Up

Pubblicato il 15/11/2016 da
voto
7.0
  • Band: KEE MARCELLO
  • Durata: 01:02:00
  • Disponibile dal: 14/10/2016
  • Etichetta:
  • Frontiers

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Kee Marcello, all’anagrafe Kjell Hilding Löfbom, è noto per aver militato negli Europe tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio della decade successiva, donando il suo contributo fondamentale alle sei corde nei meravigliosi “Out Of This World” e “Prisoners in Paradise”. La separazione dal celebre collettivo nordeuropeo gli ha permesso di esprimersi liberamente attraverso una manciata di lavori solisti di discreta fattura, loro malgrado rimasti intrappolati tra le fitte maglie dell’underground. Consapevole del solido supporto promozionale fornito dalla Frontiers, il chitarrista scandinavo ha ora la possibilità di tornare a far parlare di sé, attraverso un disco nel complesso ben concepito ed ispirato, seppur a tratti eccessivamente derivativo. Con uno sguardo rivolto al passato e due piedi saldamente ancorati al presente, Marcello confeziona dodici episodi ai quali spetta l’onere di risvegliare l’entusiasmo sopito di tutti coloro che non hanno digerito la svolta artistica dei ‘nuovi’ Europe. Un ghiotto incentivo viene sicuramente erogato dalla presenza di un paio di brani recuperati dalle celebri “Le Baron Boys Sessions”, dalle quali avrebbe dovuto prendere vita il ruvido successore del patinato “Out Of This World”. Nello specifico, “Wild Child” si palesa come un anthem dinamico e frizzante, opportunamente arricchito da un caldo tappeto di tastiere orchestrato dallo special guest Michele Luppi. “Don’t Know How To Love No More” si rivela invece come una toccante ballata, alla quale manca però il valore aggiunto donato dalle corde vocali espressive del carismatico Joey Tempest. Il crescendo strumentale di “Black Hole Star” strizza palesemente l’occhio alla celebre “Enter Sandman” dei Metallica, confluendo altresì in un chorus francamente deboluccio. Dalla tempestosa “Soldier Down” traspare un amore viscerale nei confronti della Mark III dei Deep Purple, così come le melodie vocali di “Scandinavia” ci riconducono direttamente alla sensualità notturna dei Thin Lizzy. Invertiamo la rotta con “Don’t Miss You Much”, sorprendente gioiello baciato da un costrutto melodico di alta qualità, che spicca abilmente il volo all’altezza di un ritornello da tramandare ai posteri. Piace anche il groove ficcante della title track ed il contagioso midtempo “Blow By Blow”, impeccabile epilogo per un disco meritevole di rilanciare le quotazioni di un musicista, che possiede ancora parecchi assi nella manica da giocare.

TRACKLIST

  1. Black Hole Star
  2. On The Radio
  3. Don't Miss You Much
  4. Fix Me
  5. Wild Child
  6. Finger On The Trigger
  7. Soldier Down
  8. Scandinavia
  9. Good Men Gone Bad
  10. Scaling Up
  11. Don't Know How To Love No More
  12. Blow By Blow
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