KÊRES – Ice, Vapor And Crooked Arrows

Pubblicato il 26/10/2019 da
voto
7.0
  • Band: KÊRES
  • Durata: 00:42:19
  • Disponibile dal: 21/08/2019
  • Etichetta:
  • Terratur Possessions

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La scena extreme metal finlandese riserva sempre qualche piacevole ed inaspettata sorpresa. Specialmente in ambito black metal la terra finnica ci ha sempre regalato ottime band, molte delle quali con un DNA deviato capace di farle produrre ottimi e particolari album. I Kêres sono una one-man band ideata da tale Atvar, musicista tuttofare ed estremamente produttivo tanto che con i soli Kêres (senza calcolare l’altra mezza dozzina di band in cui milita) ha realizzato una ventina di demo ed altri tre full-length album prima di arrivare a questo “Ice, Vapor And Crooked Arrows”. Iniziamo col dire che si tratta di una release underground per chi ama il black metal estremo. La registrazione, prima cosa che colpisce appena partito l’album, è assolutamente underground vecchio stile: il sound è ipersaturo, gracchiante e si capisce a malapena il riffing. L’opener, fortunatamente non identificativa del resto dell’album, è caotica e priva di punti d’interesse ed il sound è talmente denso e zanzaroso da risultare in prima battuta persino fastidioso, anche per chi di album dal sound underground ne ha sentiti migliaia nel corso dei decenni. Con il mixaggio assolutamente da rivedere sembra che il destino di una release simile sia già segnato, considerando anche la pochezza qualitativa del brano d’apertura. Poi però succede l’inspiegabile: la produzione è sempre quella, ma con il passare dei minuti si inizia a digerire il sound e ad assimilarlo tanto da riuscire a distinguere sempre meglio non solo il riffing ma anche gli altri strumenti in generale. Il suono delle chitarre si fa tagliente, anche se è sempre carico di troppi effetti che gli donano indubbiamente profondità nelle parti lente, ma che contribuiscono al caos sonoro in quelle veloci. Di colpo un gruppo che sembrava grezzo e capace solo di vomitare black metal primordiale si trasforma in un demiurgo in grado di creare dimensioni sonore avvolte dal mistero. Già con la seconda canzone “The Sleeping Master” si notano questi cambiamenti, ma la consapevolezza di trovarci davanti ad un qualcosa che racchiude una musica arcana capace di sprigionare atmosfere ancestrali assopite da molti anni si ha con brani come “Moon Guide”. Stavolta bisogna davvero scendere nelle viscere più nere dell’underground black metal dei primi anni ’90 per poter respirare la medesima atmosfera criptica ed al contempo onirica. “Instrumental” con il suo intreccio di chitarre vi riporterà in men che non si dica indietro nel tempo, agli anni d’oro di questo genere. La voce sepolcrale di Atvar getta, come se non bastasse, una luce tetra sull’intera release, ma i Kêres rendono meglio nelle parti midtempo, dove l’innesto dei synth riesce a creare momenti evocativi davvero notevoli. In parole povere un album che, grazie soprattutto a brani come “Into The Underworld”, sembra uscito dagli oscuri meandri dei primi anni ’90 e non può lasciare indifferente chi ha amato il lato più grezzo di questo genere sin dagli esordi, quando gli Emperor inserendo i synth in una pietra miliare come “In The Nightside Eclipse” dimostrarono come nel black metal un determinato uso di tastiere e sintetizzatori fosse capace di regalare a quel genere una profondità evocativa impressionante.

TRACKLIST

  1. Dream Of Clouds
  2. The Sleeping Master
  3. At The Arch Of Victories
  4. Grail Dance
  5. Into The Underworld
  6. Moon Guide
  7. Instrumental
  8. The Tall Ones
  9. Sleepers Below
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