KERRIGAN – Wayfarer

Pubblicato il 24/03/2026 da
voto
7.5
  • Band: KERRIGAN
  • Durata: 00:42:35
  • Disponibile dal: 27/03/2026
  • Etichetta:
  • High Roller Records

Jonas Weber e Bruno Schotten hanno da poco occupato un meritato spazio tra i nostri Hot Album con la loro band funeral doom, i Lone Wanderer, freschi della pubblicazione dell’ottimo “Exequiae”. Non tutti sanno, però, che i due sono anche attivi in un’altra band, i Kerrigan, di cui avevamo recensito con altrettanto entusiasmo il debut album nel 2023, intitolato “Bloodmoon”. I Kerrigan, però, non hanno nulla a che vedere con la lugubre pesantezza dei Lone Wanderer: il loro è un heavy metal tradizionale, figlio della tradizione britannica, con un tocco epico che ci riporta tanto a grandi nomi del passato remoto, come i Warlord, quanto a formazioni più recenti come i primissimi HammerFall.

All’epoca di “Bloodmoon”, avevamo apprezzato molto la freschezza del songwriting della band, che era riuscita a raccogliere il meglio di una tradizione senza scadere mai in quella stanca ripetizione di luoghi comuni già ampiamente rivisitati da migliaia e migliaia di altre band. Ad appena due mesi di distanza dalla pubblicazione del nuovo album dei Lone Wanderer, dunque, eccoci ora a trattare anche del ritorno dei Kerrigan, che con “Wayfarer” cercano evidentemente di consolidare il successo di un progetto parallelo nato quasi per caso, cercando di trasformarlo in una realtà altrettanto solida e continuativa.
Confermato il rapporto con la High Roller Records, Jonas e Bruno hanno innanzitutto fatto ciò che auspicavamo già nella recensione di “Bloodmoon”, ovvero confermare nel ruolo di batterista Jonathan Döring e cercare un bassista di ruolo che potesse dare maggiore spessore alle linee, invero un po’ basiche, suonate in precedenza dallo stesso Bruno Schotten. La scelta, non sorprenderà, è ricaduta su Jakob Zeblin, già bassista dei Lone Wanderer, che contribuisce così a stringere ancora di più il legame tra le due realtà.

Come dicevamo, dunque, “Wayfarer” non si pone come un album di rottura, come un passo in una direzione inedita; al contrario, ci sembra che la volontà della band sia proprio quella di assestarsi, con un disco pensato come prosecuzione di quanto già ascoltato in “Bloodmoon”, con un taglio però più malinconico, perfettamente evidenziato dal passaggio al blu come colore dominante rispetto al rosso sangue del debut.
Molto bene le composizioni più veloci e taglienti, come l’iniziale “Torchbearer” o “Surrender”, così come anche i mid-tempo dal taglio più epico, come l’ottima “Blood And Steel”, in cui compaiono in maniera più evidente le influenze di band come i Manowar e i già citati HammerFall. Quando invece la band si avventura in atmosfere più rarefatte e malinconiche, i risultati sono più altalenanti: in un brano come “The Ice Witch” l’esperimento riesce perfettamente e la band riesce a dare un taglio diverso alla sua proposta; in altri casi, invece, come “Red Light Tower”, ci sembra che la qualità della scrittura cali leggermente.
Un’ultima considerazione, invece, per quanto riguarda la prova vocale di Jonas Weber. Abbiamo osservato spesso come nel cosiddetto traditional heavy metal si dia poca importanza alla performance vocale, in favore di un approccio meno rifinito ma apparentemente più puro. Weber, da questo punto di vista, non fa eccezione: è evidente come il suo ruolo primario sia quello di chitarrista e non è sicuramente dotato di un timbro o di uno stile particolarmente brillante. Al tempo stesso, però, ci sembra che abbia lavorato molto sulla sua performance, cercando di renderla il più possibile variegata ed efficace.

In conclusione, dunque, sebbene “Wayfarer” ci sembri nel complesso meno sorprendente e riuscito del suo predecessore, la qualità complessiva di questo lavoro resta comunque ben al di sopra della media. Se l’obiettivo era quello di dare una stabilità maggiore alla band, definendo meglio il loro sound in attesa del fatidico – e spesso decisivo – terzo album, ci pare che il risultato sia stato pienamente raggiunto. Alla luce anche dell’ottimo risultato ottenuto dai Lone Wanderer, è evidente che questi ragazzi hanno moltissimo potenziale.

TRACKLIST

  1. Torchbearer
  2. Asylum
  3. The Ice Witch
  4. Surrender
  5. Wayfarer
  6. Blood And Steel
  7. Dystopia
  8. Fighter
  9. Red Light Tower
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.