7.0
- Band: KHOLD
- Durata: 00:34:02
- Disponibile dal: 25/10/2005
- Etichetta:
- Tabu Recordings
- Distributore: Audioglobe
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Una garanzia: questo è diventato negli anni il marchio Khold. Marchio gelido, innovativo, riconoscibile. La band norvegese dal look inconfondibile, e specialmente dal sound unico, rilascia il quarto album uscito stavolta per la norvegese Tabu. Tre cambi di etichetta per quattro release possono sembrare parecchi, ma il morbo dei Khold non smette di avanzare e si rinforza sempre di più. “Krek” suona ancora più minimale del suo predecessore, è più lento, non eccessivamente intricato, ma grazie ad una produzione ancora più gelida suona ancora più alienante, futuristico. Eppure le armi in mano ai Khold sono sempre quelle, lo stile è quello solito del gruppo che tanto ha dato alla scena black internazionale, solo che stavolta tutto è reso volutamente minimale spingendo forzatamente il sound verso altre barriere sonore estranee al black. Barriere che probabilmente verranno superate già nel futuro album; soluzione, questa, che si spera venga realizzata in quanto “Krek” è un CD di alto livello ma che langue in originalità, è troppo statico e il futuro della band ha bisogno di un nuovo innesto, chissà che questo non venga dalle sirene dell’industrial. Qualche germe è già qui presente, ma troppo debolmente per poter sradicare i Khold dalle radici black. La parte centrale del CD ristagna forse eccessivamente, non ci sono le ripartenze veloci del terzo album, tutto è più omogeneo e statico. Ma poco male, perché “Krek” serve comunque per riaffermare la posizione privilegiata dei Khold all’interno della scena internazionale. Un CD autunnale come la copertina, i contenuti, il supposto significato. Ora aspettiamo solo che esploda il grande gelo che solo una black metal band come i Khold è in grado di scatenare…
