7.0
- Band: KHONSU
- Durata: 00:58:21
- Disponibile dal: 24/08/2012
- Etichetta:
- Season Of Mist
- Distributore: Audioglobe
Dagli ammuffiti papiri dell’antico Egitto, un’ennesima Divinità si eleva e risorge ai giorni nostri quale combo musicale metallico: questa volta tocca a Khonsu, Dio egizio della Luna e della gioventù, dalla testa di falcone. Ci pensa S. Grønbech, polistrumentista norvegese, a dare vita alla morta entità, plasmandone suoni, ritratti e immagini futuristiche nel disco di debutto della sua nuova band, intitolato “Anomalia”. Il musicista scandinavo ha la particolarità di essere il fratello di Obsidian C. dei Keep Of Kalessin, dai quali i Khonsu prendono anche in prestito gratuito il vocalist Thebon, per risultare così a tutti gli effetti un duo. Non vi aspettate però, in questa sede, sonorità vicine a quelle della band di Trondheim: i Khonsu infatti esplorano con fantasia e buona preparazione gli enigmatici e arcani territori che stagnano tra l’avant-metal, spesso contaminato dall’elettronica, il blackened death metal marziale e apocalittico dei Behemoth e un prog-metal estremo ed epico in grado di donare un’enfasi del tutto particolare a tale progetto. La tracklist è relativamente breve, ma il minutaggio è decisamente lungo: a nostro modo di vedere non esattamente un’esagerazione, ma parecchie volte ci si chiede, durante l’ascolto di “Anomalia”, se della sintesi e una maggiore concisione non sarebbero state utili; ad esempio, chiudere con l’estenuante – seppur buona, se ascoltata singolarmente – “Va Shia (Into The Spectral Sphere)” è un azzardo, in quanto S. Grønbech non ci pare pienamente in grado di gestire al meglio una composizione così complessa e articolata e che perdura per quasi un quarto d’ora. Meglio quindi restare, per spiegarvi con compiutezza lo stile della band, sulle comunque voluminose “In Otherness” e “Inhuman States”, entrambe sopra i nove minuti ma di certo più compatte, organiche e accattivanti; soprattutto la seconda, la traccia più aggressiva del lotto, dà una bella sferzata alla velocità dell’intero lavoro, mai troppo sostenuta e spesso scorrente su riff e groove poderosi. Le atmosfere create sono ottime, così come l’uso di orchestrazioni, cori e voci pulite, aspetti che identificano con maggiore peculiarità i Khonsu, capaci già di avere una parvenza d’identità nonostante si tratti di un esordio. Il duo si rivela poi anche parecchio versatile in termini di songwriting, mostrando una vena dark-oscura accentuata in occasione del pezzo “Darker Days Coming” e una gran dose di orecchiabilità nel singolo-video “The Malady”, che denota marcate influenze Tooliane per nulla stonanti immerse nel contesto avanguardistico del gruppo, oppure un vigoroso e atipico approccio rock’n’roll nella trascinante “So Cold”. Riassumendo, proviamo ad essere profetici: “Anomalia” potrebbe rivelarsi un perfetto primo passo di una realtà che in un poco distante futuro ci sorprenderà con un secondo disco realmente sopraffino. Noi ve lo iniziamo a dire, intanto un ascolto a questo lavoro è più che d’obbligo.
