KILLING JOKE – Absolute Dissent

Pubblicato il 18/11/2010 da
voto
7.0
  • Band: KILLING JOKE
  • Durata: 01:02:46
  • Disponibile dal: 01/10/2010
  • Etichetta: Spinefarm
  • Distributore: Audioglobe

Ci sono voluti ben ventotto anni, ma alla fine anche i tanti fan dei Killing Joke che bramavano questo fatidico momento sono stati accontentati: ritorno alla formazione originale dei primi monumentali lavori, quelli che hanno scolpito sulla nuda roccia imperituramente il nome della band Inglese. A voler pensare male, uno potrebbe tirare in ballo la morte nel duemilasette di Paul Raven, compianto bassista di praticamente sempre della band di Jaz Coleman, qui infatti prontamente sostituito proprio da quel Youth che all’inizio degli anni ottanta marchiò a fuoco con le sue linee di basso le hit della creatura sonora d’Albione. A voler pensar bene, invece, bisogna riconoscere che le cose su questo disco funzionano davvero egregiamente, e buona parte del merito non può che andare proprio al signor Youth, che con la sua fantasia e prepotenza sonora fa brillare canzoni già buone che vivono di e nell’oscurità, ma che sanno mutare pelle a seconda della prospettiva da cui le si guarda. Come da qualche anno a questa parte, si può parlare di heavy new wave, dove la doppia cassa accompagna melodie alla Depeche Mode, e dove riff alla Kyuss e chitarre reggae si intrecciano alla grezza vocalità di Coleman. I dodici pezzi del CD, che potrete trovare anche in versione deluxe accoppiati a un secondo disco di cover dei KJ suonate da altri artisti più un remix di Trent Reznor, hanno un impatto decisamente live e, complice una registrazione che regala un alone post-atomico, è difficile non venire colpiti dall’onda sonora creata. Un grande pregio dell’album è quello di variare lo stile delle composizioni quel tanto che basta per non creare noia e ripetersi troppo, sempre restando nel solco dello stile KJ ma arricchendo le varie composizioni con input diversi e ben arrangiati: c’è dello ska nell’opener omonima, dello stoner in “The Great Cull” e in “Depthcharge”, un velo electro su “The Raven King” e sul singolo “European Super State” (che rasenta quasi la disco), del dub nella spettrale e conclusiva “Ghost Of Ladbroke Grove”, e addirittura qualcosa di grunge in “Endgame”. Quello che per fortuna non manca mai sui pezzi di “Absolute Dissent”, eccetto forse per la un poco monotona e già edita “In Excelsis”, è la grande qualità, che quando poi tocca lidi più metal come in “Fresh Fever From The Skies” e “This World Hell” o quelli più hard rock di “Here Comes The Singularity” potrà interessare anche i non avezzi alla band. Gran bel ritorno per Jaz e compagni, capaci pure nell’eterno confronto con i loro capolavori di non sfigurare, ma anzi di segnare un altro punto a loro favore.

TRACKLIST

  1. Absolute Dissent
  2. The Great Cull
  3. Fresh Fever From The Skies
  4. In Excelsis
  5. European Super State
  6. This World Hell
  7. Endgame
  8. The Raven King
  9. Honour The Fire
  10. Depthcharge
  11. Here Comes The Singularity
  12. Ghost Of Ladbroke Grove
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