KILLING JOKE – Night Time

Pubblicato il 23/02/1985 da
voto
8.5
  • Band: KILLING JOKE
  • Durata: 00:39:47
  • Disponibile dal: 11/02/1985
  • Etichetta:
  • E.G. Records

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Di “Night Time”, il New Musica Express scrisse che era l’album che faceva sembrare gli Smiths Simon & Garfunkel, e non possiamo dargli torto; una band finora selvaggia e difficilmente incasellabile effettua il tuffo nella new wave più radiofonica e commerciale, probabilmente nemmeno cercato, e lo fa con classe e personalità. E con una mossa comune a molti artisti del periodo, da David Bowie ai Depeche Mode: stabilirsi a Berlino e respirare quell’aria unica, di sospensione e puro spirito culturale europeo al tempo stesso, che solo la città divisa offriva, in quegli anni. È l’album della svolta totale: musicale, personale, di vendite. Anche se di fronte a una certa sicurezza economica, il trovarsi sotto i riflettori non era certo una dimensione desiderata; e non a caso non migliorano i rapporti con la stampa e la critica, mondi verso i quali i Killing Joke mantengono il malcelato disprezzo di cui già abbiamo detto, ma sono veramente poche le voci che arrivano a criticare un album quasi perfetto nel cogliere e reinterpretare lo Zeitgeist di metà anni Ottanta in quaranta minuti.
Otto brani diretti e pressoché tutti pronti a diventare inni immediati, ma anche caldi e avvolgenti, una perfetta sintesi del loro spirito punk e di una dimensione più dark – che può forse strapparci un sorriso a rivedere oggi il video di “Love Like Blood”. Ma i tempi erano quelli, e poco male i capelli cotonati e i pantaloni a sbuffo, perché il singolo appena citato sbancò ovunque, entrando in classifica assieme ad altri tre estratti del disco, che nel suo complesso toccò l’ottavo posto nelle classifiche di vendita inglesi. Nel 1985, ricordiamolo. Questo disco si può raccontare in ordine sparso, perché è un flusso continuo di alcuni dei riff più belli ed ossessivi di Geordie, che si mettono semplicemente al servizio di una dimensione più melodica intrecciandosi alla perfezione con il basso dalla carica quasi sessuale di Raven; dall’opener “Night Time”, ancora ricca di un certo approccio iconoclastico e ruvido, si passa ai due riempipista goth: “Darkness Before Dawn” e la stessa “Love Like Blood”, che hanno il pregio di essere diversissime eppure avere la stessa riconoscibile matrice Killing Joke. A trasfigurarle è in fondo Coleman, con una voce che cerca infine un’intonazione dopo quattro album di ruvidezza e con l’innesto di tastiere memorabili, sinuose, eppure mai eccessive. Non abbiamo ancora citato il quarto vertice di questo quadrato magico, e allora ascoltate “Kings And Queens” e “Tabazan”, e dopo aver goduto degli schizoidi riff di Walker, sentite come, sotto le quattro corde, il vero traino, preciso come un metronomo ma follemente vario in ogni strofa, sia Big Paul Ferguson. “Multitudes” riprende forse un po’ troppo pedissequamente la struttura di “Darkness Before Dawn”, con un Raven ancora più tonante: un brano orecchiabile, con un certo gusto romantico che non sorpassa le righe, ma di certo non il più memorabile del disco: forse più interessante il remix dub rinominato “The Madding Crowd”, presente sul singolo di “Kings And Queens”. Mentre a seguire arriva “Europe”, sincopato e adrenalinico inno alla visione sociopolitica che spesso i Killing Joke approfondiranno in futuro, e sicuramente un brano che Billy Gould dei Faith No More ha ascoltato attentamente (assieme a tutto il disco d’esordio, ovviamente). E a chiudere, ovviamente, “Eighties”. Un riff a dir poco iconico, esplicitamente scopiazzato dai Nirvana per “Come As You Are”, che ha portato la band a intentare una causa legale, signorilmente fatta cadere con la morte di Cobain – e venendo comunque ripagati nel tempo da un certo Dave Grohl, come vedremo. Va detto, per onestà, che anche nel caso del loro pulsante singolo, l’idea non era proprio originale: provate ad ascoltare l’avvio di “Life Goes On” dei The Damned: forse, certe idee e certi riff, semplicemente, viaggiano oltre il tempo e lo spazio; una poetica che potrebbe ben piacere ai Killing Joke, a ben vedere, che hanno comunque arricchito il nucleo originario con una linea vocale grottesca e accattivante e il solito florilegio di una sezione ritmica in stato di grazia.
In chiusura, è doveroso sottolineare ancora una volta che questo non è un disco nemmeno lontanamente metal nei suoni, ma l’iconoclastia e la strafottenza della band sono invariati anche tra questi solchi; che l’ex bassista (almeno in questa fase) Youth ammetterà dopo anni essere il suo grande cruccio: essere lontano dalla band al momento del massimo splendore, non solo commerciale, ma anche di sintonia interna e arrangiamenti. Se ancora questa pietra miliare manca dai vostri scaffali, consigliamo caldamente  l’acquisto della ristampa rimasterizzata uscita nel 2008, contenente parecchie bonus track, tra cui il singolo “A New Day” e l’orecchiabile b-side “Blue Feather”, fino a quel momento rintracciabili solo su 45 giri, ed entrambe disponibili anche in un coevo album di remix (opportunamente intitolato “RMXD”); e soprattutto la registrazione della sessione tenuta dalla band nel 1984 al programma Kid Jenson’s Radio 1, fino a quel momento completamente inedita.

TRACKLIST

  1. Night Time
  2. Darkness Before Dawn
  3. Love Like Blood
  4. Kings And Queens
  5. Tabazan
  6. Multitudes
  7. Europe
  8. Eighties
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