KILLING JOKE – The Singles Collection 1979 – 2012

Pubblicato il 14/06/2013 da
voto
8.0
  • Band: KILLING JOKE
  • Durata: 02:13:34
  • Disponibile dal: 16/04/2013
  • Etichetta: Spinefarm
  • Distributore: Universal

C’è davvero poco da dire su una raccolta di singoli dei Killing Joke che copre l’intera carriera della band. Dai brani più recenti ai meno recenti con tutto quello che esiste in mezzo, abbiamo comunque tra le mani musica che esiste ormai da anni, anche da tre decenni, e che in ogni suo giro di boa è salita in cattedra ad insegnarci qualcosa che non sapevamo e che è sempre riuscita ad aprire nuove strade a tutte le generazioni a venire. E a (ri)sentire queste canzoni così, tutte di fila, tutte d’un fiato, e tutte in solo “luogo”, vengono in mente i pensieri più disparati e vengono evocate le sensazioni più estreme, eterogenee e profonde che si possano immaginare durante l’ascolto di un disco. Questo non è un lavoro destinato ai fan, ma è un lavoro destinato all’umanità. Tutti devono conoscere questa musica e questa band per capire chi siamo oggi, sia come musicisti che come semplici ascoltatori di musica heavy. Partito tutto come una fusione di funk, dub, dance e punk, il sound dei Killing Joke ha poi subito la deformazione e la sfigurazione dell’esoterismo e dell’occulto che noi tutti conosciamo, che per anni ha consumato la mente e l’immaginario dei membri della band e che ha poi di fatto posto le basi per la fondazione dell’industrial e del post-punk prima e del post-metal poi. Impensabile prevederne i nefasti sviluppi e impossibile capirli, se non si vanno ad analizzare le personalità che hanno partorito lo scempio di un’evoluzione sonora così rivoluzionaria e sconvolgente. Fatto sta che le influenze dub e raggae che avevano spinto Youth e Big Paul Fergusson a prendere in mano i rispettivi strumenti per formare la sezione ritmica dei Killing Joke hanno poi dato vita ad uno degli impianti percussivi più precisi, roboanti e possenti che il rock abbia mai visto. Le influenze funk e dub si sono così trasformate a fase alterne prima in danze tribali vorticose, selvagge e furibonde, e poi in squassanti anatemi di distruzione industriale. Quando il male, la paranoia, la schizofrenia, il delirio, l’occulto e l’esoterismo si mettono a dettare le regole delle più basilari regole musicali, i risultati possono essere nefasti e i Killing Joke ne sono stati la prova più somma. Perfino Jaz Coleman, autentico sciamano di una rivoluzione dark wave inglese, per quanto fosse legatissimo agli stilemi più romantici e convenzionali del pop britannico degli anni Ottanta, è poi sprofondato in un oblio di paranoia e ossessioni occulte incontrollabili e anche nei suoi momenti di più alta lucidità vocale e sensibilità pop ha toccato comunque fondi di oscurità impensabili e faticato sempre e comunque a trattenere il suo ormai famosissimo gracchio malefico e la sua espressività malata da sciamano dell’Apocalisse. Gli ha fatto sempre eco un Gerodie Walker sempre completamente fuori dalle righe, e perennemente in preda ad una sorta di deragliamento sonoro. Come una sorta di The Edge convertito al male supremo, Walker è sempre stato un chitarrista che ha fatto della semplicità la devastazione, del verbo punk un dictat “post-punk” totalmente apocalittico appunto (essendone un padre fondatore senza possibilità di appellare questo dato di fatto), e dell’armonia chitarristica un ossessivo, stridente, contorto e martellante lavoro di cesello di stupendo e sanguinante rumore. Tutto questo sono i Killing Joke, voci spiritate e possedute da ossessioni occulte e da psicosi di ogni tipo, chitarre ipnotiche, circolari, ossessive e dettate da una ripetitività e morbosità ritmica ipnotizzante, e una sezione ritmica maniacale, strutturatissima e selvaggia. Il pop che trova la propria morte, la dance che svanisce in un oblio di paranoia e lugubre scetticismo verso tutto e tutti, il punk che va oltre, molto oltre, che sublima nelle tenebre dell’inconoscibile e della dannazione. A riprova di questa sfigurazione artistica, e di questa deformazione progressiva della forma musicale, sono qui contenuti i testi sacri di una delle rivoluzioni musicali più famose e sinistre nella storia del rock, da “Wardance”, a “Requiem”, a “Love Like Blood”, a “Kings And Queens”, al più grande furto nella storia del rock, ovvero quella “Eighties” arrivata ben dieci anni prima di “Come As You Are”, che ha cambiato la storia del rock senza che nessuno ne abbia riconosciuto il primato in maniera seria (monetaria). E in tre dischi di storia ne entra tanta, ed è tutta storia che non ha mai avuto cali di stile o momenti di perdita d’identità, nonostante una discesa agli inferi artistica inarrestabile e sconvolgente durata trent’anni. Non deve dunque stupire la presenza in track list di autentiche tracce precorritrici dell’industrial metal, dello sludge metal e del post-metal come “Exorcism”, “Millennium”, “Democracy”, e “Pandemonium”, tutti brevi momenti che nel giro di pochi accordi hanno generato i Fear Factory come  i Tool, i Neurosis come i Godlflesh, i Ministry e chi più ne ha più ne metta. Chiudono la parata di trionfo varie tracce tratte dagli ultimi stupendi tre album (poiché i Killing Joke un album brutto non lo hanno mai fatto) in cui fanno la loro porchissima figura autentici monoliti di industrial dark wave moderna come la terremotante “Hosannas From The Basements Of Hell”, la selvaggia “European Superstate” e la recentissima devastante “Corporate Elect”. Per chi si affretta prima che finiscano le scorte, è disponibile per un tempo limitato l’edizione della raccolta con tre CD, di cui il terzo contiene vari demo e b-side tutt’altro che trascurabili e che anzi fanno ulteriore luce sullo sterminato output creativo della band. Insomma, una vera apocalisse di qualità, non ci sono altre parole.

TRACKLIST

  1. Nervous System (CD1)
  2. War Dance (CD1)
  3. Requiem (CD1)
  4. Follow The Leaders (CD1)
  5. Empire Song (CD1)
  6. Chop-Chop (CD1)
  7. Birds Of A Feather (CD1)
  8. Let’s All Go (The The Fire Dances) (CD1)
  9. Me Or You? (CD1)
  10. Eighties (CD1)
  11. A New Day (CD1)
  12. Love Like Blood (CD1)
  13. Kings And Queens (CD1)
  14. Adorations (CD1)
  15. Sanity (CD1)
  16. America (CD1)
  17. My Love Of This Island (CD1)
  18. The Beautiful Dead (CD2)
  19. Money Is Not Our God (CD2)
  20. Exorcism (CD2)
  21. Millennium (CD2)
  22. Pandemonium (CD2)
  23. Jana (CD2)
  24. Democracy (CD2)
  25. Loose Cannon (CD2)
  26. Seeing Red (CD2)
  27. Hosannas From The Basements Of Hell (CD2)
  28. In Excelsis (CD2)
  29. Fresh Fever From The Skies (CD2)
  30. European Super State (CD2)
  31. Ghosts of Ladbroke Grove (CD2)
  32. In Cythera (CD2)
  33. Corporate Elect (CD2)
  34. Drug (From The 'Mortal Kombat More Kombat' Soundtrack) (CD 3)
  35. Hollywood Babylon (Longer Intro Mix, Unreleased Version Of Track From The 'Showgirls' Ost) (CD 3)
  36. Our Last Goodbye (From The 'Free The West Memphis 3' Album) (CD 3)
  37. Sixth Sun (Rough Mix, Unreleased Track From The 'Absolute Dissent' Sessions) (CD 3)
  38. Timewave (Demo, Unreleased Recording From The 'Absolute Dissent' Sessions) (CD 3)
  39. Feast Of Fools (Rough Mix, Unreleased Track From The 'Abolute Dissent' Sessions) (CD 3)
  40. Zennon (Extra Track On The 'Loose Cannon' Dvd Single) (CD 3)
  41. Four Stations Of The Sun (Unreleased Track From The 'Democracy' Sessions) (CD 3)
  42. Money Is Not Our God (Radio Edit) (CD 3)
  43. Pandemonium (Aotearoa Mix, Full Length Version) (CD 3)
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