KING BUFFALO – Dead Star

Pubblicato il 15/04/2020 da
voto
7.5
  • Band: KING BUFFALO
  • Durata: 00:39:57
  • Disponibile dal: 20/03/2020

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A due anni di distanza dall’ottimo “Longing To Be The Mountain” tornano gli americani King Buffalo, e lo fanno con un’opera di quaranta minuti, intitolata “Dead Star” che, pur essendo pubblicata come EP, può essere considerata a tutti gli effetti come il loro terzo full-length. Le coordinate lungo le quali la loro musica si muove sono sostanzialmente quelle degli album precedenti, come è giusto che sia in questo contesto musicale già variegato: la base è sempre quella di uno stoner pesantemente miscelato con psichedelia e massicce dosi di blues, il tutto con i piedi saldamente piantati nella tradizione americana. I punti di riferimento sono i Pink Floyd quando le atmosfere sono più rarefatte e dilatate e gli Sleep quando i riff si fanno più duri e rocciosi; questi ultimi in particolare tornano alla mente nei rari momenti in cui fa capolino la voce, spesso ipnotica e monocorde, ispirata al miglior Ozzy, ma allo stesso tempo molto espressiva nelle parti più morbide. In generale le strutture sono molto semplificate, basate su poche note e con pochissime stratificazioni, come a ribadire che non servono particolari artifizi per ottenere un suono caldo e coinvolgente; anche la produzione sembra andare in questa direzione, privilegiando l’aspetto più vintage di una musica che probabilmente trova la sua dimensione ottimale sopra un palco, in sede live. Un fulgido esempio è il pezzo d’apertura “Red Star” (ripreso anche alla fine dell’album nella versione ‘radio edit’), con i suoi sedici minuti di durata il più lungo del lotto, che per tutta la prima parte sembra sonnecchiare in un suono ambient psichedelico, per poi esplodere in un riff sabbathiano ed effetti al limite del noise. Come loro abitudine, i King Buffalo con questo disco ci accompagnano nell’ennesimo viaggio, e questa volta la meta è il cielo: tutti i pezzi, infatti, fanno riferimento a stelle e corpi celesti e ogni parte sembra confluire in un unico flusso, una lunga jam uscita dai primi anni ’70 dei Grateful Dead, secondo una tradizione portata avanti ai nostri giorni da band come i Colour Haze o gli All Them Witches; d’altronde è la stessa band ad affermare che i brani nascono grazie a lunghe improvvisazioni in sala prove. Come già accennato, le novità rispetto alla loro produzione precedente sono poche, legate soprattutto ad una maggiore varietà delle influenze assorbite: degna di nota in questo senso la strumentale “Ecliptic”, che con il suo andamento quasi cinematico sembra uscita da un disco tedesco di krautrock. Il significativo passo avanti sembra essere invece quello compiuto a livello di songwriting e di qualità dei pezzi: l’impressione è quella di una band che non ha ancora raggiunto il suo apice ma è in costante crescita e che, in un futuro non molto lontano, potrebbe ambire ad un posto veramente importante nel panorama stoner rock.

TRACKLIST

  1. Red Star (Part 1 & Part 2)
  2. Echo Of A Waning Star
  3. Ecliptic
  4. Eta Carinae
  5. Dead Star
  6. Red Star (Radio Edit)
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