KING BUFFALO – Regenerator

Pubblicato il 30/08/2022 da
voto
7.5
  • Band: KING BUFFALO
  • Durata: 00:43:54
  • Disponibile dal: 02/09/2022
  • Etichetta:
  • Stickman Records

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“Regenerator” è il terzo ed ultimo capitolo di quella che i King Buffalo hanno definito ‘trilogia della pandemia’: gli americani avevano promesso tre album per il 2021 e per poco non sono riusciti nell’impresa; d’altronde, tra le doti di una  band con un’attitudine anni Settanta così marcata non può mancare la prolificità tipica dei musicisti di quel periodo, che pubblicavano un disco dopo l’altro come scusa per intraprendere lunghi tour. Detto ciò, risulta difficile non ripetersi quando si parla del terzetto di Rochester: nella loro nicchia sono una formazione che sta facendo qualcosa di importante, con un seguito notevole ed in costante crescita, ed un’attitudine genuina tipica di molti protagonisti del sottobosco stoner, contornata da qualità musicali tali da permettere loro di emergere da questo affollato calderone. Il nuovo episodio, in realtà, pur non allontanandosi troppo dai due precedenti in quanto a spirito ed intensità, qualche novità la introduce: accanto ai riff psichedelici e rarefatti che sono la specialità della casa, è come se, in ogni pezzo, si sia voluto contaminare le classiche sonorità ipnotiche del genere con qualcosa di diverso. Se i nove minuti dell’elettrica title-track sono chiaramente una sorta di riassunto dei due album precedenti, è dal brano successivo che si cambia registro: “Hours” si colloca tra lo scanzonato garage dei Nebula e lo space rock con tanto di tastiere ed effetti; “Mercury” riesce a dilatare la new wave dei primi U2, con i riff semplici e ripetitivi di The Edge che vengono rallentati fino a creare un’atmosfera allucinogena; “Interlude” suona come i primi Pink Floyd, quelli più acustici ed allucinati; “Firmament” coniuga chitarre robuste e sabbathiane con momenti dal gusto jazz e progressive. Resti ben inteso che tutte queste sono sfumature che vanno ad arricchire pezzi che non sono qualitativamente superiori a di quelli di “Acheron” e “The Burden Of Restlessness”, ma semplicemente più ricchi e un filo meno diretti, concepiti – lo ripetiamo ancora una volta, perché è il fulcro di questa musica – per essere proposti nella prossima, infinita serie di concerti (che, purtroppo, anche in questa occasione non toccherà il nostro Paese).

TRACKLIST

  1. Regenerator
  2. Mercury
  3. Hours
  4. Interlude
  5. Mammoth
  6. Avalon
  7. Firmament
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